Le tante fatalità nella tragedia del luna park: i sistemi si sono sganciati

Prima la sostituzione delle cinte e il cambio di posto tra la vittima e l'amica, poi il roll bar che si apre. Forse martedì l'autopsia sul corpo della mamma 27enne
16 luglio 2017
Teramo - Teramo

SAN BENEDETTO -  Quante fatalità nella tragedia del Luna Park di San Bendetto, dove Francesca Galazzo, mamma 27enne, è morta precipitando dallo 'Sling Shot', la palla gravitazionale che ti fa provare emozioni adrenaliche, 'sparandoti' fino a 55 metri di altezza e allo stesso tempo facendoti ruotare su te stesso di 360 gradi. Prima la sostituzione delle cinte di lancio della palla, poi il cambio di posto tra Francesca e l'amica che era con lei, infine lo sblocco in rapida successione della cinta e del roll bar. Tutti elementi adesso al vaglio della magistratura che ha sequestrato l'impianto ludico delle giostre sambenedettesi. 

Perchè quei sistemi di sicurezza non hanno funzionato lo dovranno spiegare i magistrati ascolani. Che sia da addebitare a queste concause la tragedia è confermato anche dalla testimonianze, agghiaccianti, di chi era lì al momento dell'incidente. A cominciare dall'amica di Francesca, che si trovava a fanco della vittima, e sul cui sedile poco prima era seduta: l'addetto all'attrazione le ha scambiate di seggiolino, per equilibrare meglio il peso. «Ad un certo punto ha urlato: "Sto volando!" - ha detto la ragazza - ma non era eccitazione emozionale, bensì il disperato tentativo di Francesca di chiedere aiuto -». Una caduta libera di oltre 20 metri, un tonfo sordo sul pavimento in metallo della giostra, tra decine e decine di persone atterrite. I soccorsi, il tentativo di rianimazione, ma il cuore della mamma di un bimbo di due anni si era già fermato.

Chi era sotto ha visto una gamba di Francesca sporgere all'improvviso dalla capsula poco prima che precipitasse. E una ricostruzione sommaria della tragedia, ci racconta che la 27enne ha tentato di aggrapparsi e di riportare l'arto all'interno ma è stato a quel punto, forse, che il sistema di doppia sicurezza si è sganciato: il roll bar sopra alle spalle, collegato alla barra orizzontale che blocca le cosce, si è aperto come fosse terminata la corsa. Quando la sfera ha ruotato su se stessa di 360 gradi, la giovane non ce l'ha fatta a restare aggrappata al seggiolino ed è stato catapultata nel vuoto. Non risulta credibile la versione fornita in un primo momento che la giovane mamma sambenedettese possa essere stata presa da un attacco di panico. Lo ha smentito l’amica che era con lei, che ha riferito come si sia aperto il roll bar e che Francesca abbia cercato di restare aggrappata con tutte le sue forze.

La famiglia della giovane mamma che viveva bella frazione Sentina di Porto d'Ascoli (il padre e il fratello, marittimi, lavorano con il loro peschereccio a Porto Santo Stefano, nell’Argentario), vuole chiarezza sulla vicenda: «Come è possibile morire per un gioco? continuava a ripetere il padre Antonino -».

Il magistrato affiderà prossimamente una consulenza tecnica sullo Sling Shot in sequestro; venerdì notte ha fatto un sopralluogo al luna park ed ha verificato che i sistemi di sicurezza non si sarebbero rotti, ma semplicemente sganciati. Martedì dovrebbe essere eseguita l'autopsia, affidata al medico legale Claudio Cacaci.

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