Sono arrivate la analisi: nell'acqua del Gran Sasso non c'era niente di inquinante. Polemiche sull'allarme eccessivo I REFERTI ARTA

Adesso lo dice anche l'Arta con i risultati (finalmente) sui campioni prelevati proprio l'8maggio: parametri tutti nella norma. Anche il 4 e 5 maggio il famigerato toluene era 37 volte al di sotto della soglia
12 maggio 2017
Teramo - Teramo

TERAMO - Nell'acqua del Gran Sasso che scorreva nei rubinetti di 32 Comuni della provincia di Teramo non c'era nulla di anomalo. L'acqua, cioè, è sempre stata potabile. Adesso lo dice anche l'Arta che finalmente ha rimesso i risultati delle analisi sui campioni prelevati in tre punti della rete acquedottistica della Ruzzo, proprio nel giorno 8 maggio, quando era stato lanciato l'allarme alla quasi intera popolazione della Provincia di Teramo, sulla base di una prova organolettica sensoriale, sul sapore e l'odore, che sembravano “non conformi". E invece tutti i livelli dei componenti chimici erano nei parametri previsti per legge. Mancano ancora le controanalisi del laboratorio di Padova, ma sulla base di questi numeri, è molto probabile che anche quei risultati saranno simili.
La Ruzzo Reti ha fatto sapere che anche i risultati del 4 e del 5 maggio scorsi, nei giorni in cui nel Traforo si verniciavano le strisce sull'asfalto, sono nella norma, precisando che il famigerato e mitizzato toluene era presente in una concentrazione di 18,6 microgrammi per litro, quando il parametro massimo di riferimento, secondo quanto stabilito dall'Organizzazione mondiale della Sanità per le acque per il consumo umano, è di 700 microgrammi per litro. Dunque 37 volte sotto alla soglia.
La domanda adesso sorge spontanea. Perchè tutto quell'allarme, che lunedì ha generato il panico nella popolazione? Era giustificato dichiarare la non potabilità dell'acqua dei rubinetti e il divieto di berla? Con l'inchiesta della rocura e la rabbia dei sindaci questo si saprà a breve, sperando di non scoprire che ogni decisione sia stata presa sulla bae di mal di pancia o di interpretazioni scientifiche postume e, soprattutto, errate.


ECCO I REFERTI DELLE ANALISI DELL'8 MAGGIO

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  • Francesco
    Scritto il 19 maggio 2017 alle ore 17:08:00

    Dalle informazioni che ci hanno fatto sapere, non c'era nessun parametro chimico fuori posto, ma i tecnici hanno avvertito un odore sgradevole (codice D dell'Istituto superiore di Sanità). La domanda da chiedersi, cosa lo può provocare? Magari se chiedessero a qualche chimico invece di chiedere a amministratori e politici si potrebbe fare maggiore chiarezza. Io purtroppo non sono un chimico, ma leggo nel manuale di ARPA-Veneto http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/acqua/file-e-allegati/documenti/acque-interne/acque-potabili/Bonato.pdf che la causa piu' comune di odori sgradevoli sarebbero sodio o alghe, ma il primo e' escluso ed il secondo pare poco plausibile in acque correnti. Gli altri indiziati sono dei metalli, manganese (> 0,1 mg/L) rame (> 2,5 mg/L) zinco (>4 mg/L)

  • Laura
    Scritto il 13 maggio 2017 alle ore 22:11:00

    Siete tutti così...docili. Dopo tutto il caos di pochi giorni fa, la spiegazione secondo la quale non è successo niente di niente vi sembra la più normale. Mi sa che nell'acqua non hanno sversato benzene, ma benzodiazepine.

  • Stefano
    Scritto il 13 maggio 2017 alle ore 10:03:00

    Laura se ti guardi attorno scoprirari che in Italia come in Abruzzo la vita media delle persone é in continuo aumento

  • Mamma
    Scritto il 13 maggio 2017 alle ore 07:13:00

    Adesso il nostro sindaco può tornarsene a casa non ce più l'acqua da salvare!! Tutti fuori dalle scatoleeeee!!

  • Pippo
    Scritto il 13 maggio 2017 alle ore 01:49:00

    Laura arpijete

  • laura
    Scritto il 12 maggio 2017 alle ore 16:35:00

    Nell'acqua del Ruzzo non ci sono inquinanti e nell'aria di Pomezia non ci sono né diossina né amianto. Ah, questi italiani allarmisti. Va tutto bene madama la marchesa. Un vaccino, obbligatorio pure per andare a scuola, e passa tutto. Basta che ci guardiamo intorno: sì, va proprio tutto bene, madama la marchesa.

 

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