Cordoni: «Sindaco, le scelte strategiche vanno condivise»

Il capogruppo dell'Idv in Comune interviene nella vicenda del nuovo teatro
29 gennaio 2012
Teramo - Teramo

TERAMO - Quando si parla di sviluppo della città, le scelte da fare dovrebbero essere condivise e non adottate soltanto da quella parte politica che governa al momento. E' il parere dell'Italia dei valori, che attraverso il suo capogruppo in consiglio comunale, Siriano Cordoni, interviene sulla vicenda della rinuncia al project financing del nuovo teatro dopo lo stop della prefettura di Ascoli alla Straferro, l'impresa di costruzioni che avrebbe dovuto realizzare l'opera. Ecco il suo intervento:

La vicenda del crollo del project del teatro che non c'è, porta a fare da cittadino delle domande a cui non so dare delle risposte. Chi decide il destino di Teramo? Chi ha fatto le scelte politiche in questi ultimi anni? Chi ha deciso che a Teramo dovessero arrivare forze economiche esterne? Chi ha controllato gli affidamenti diretti? Chi doveva controllare che il costo di una rotonda non triplicasse? Chi ha deciso di cambiare il tracciato di uno svincolo facendo prevedere una spesa tripla? Perchè è possibile affidare a convezione diretta gli appalti di un cimitero e poi non si può rinnovare una convenzione a una cooperativa? Chi ha deciso il cambio del privato nella Team?  Un consiglio al Sindaco. L'esperienza appena acquisita dovrebbe insegnare che le scelte strategiche per la città non possono e non devono essere prese solo da una parte politica. Le scelte strategiche devono essere condivise. La città non è di questo o quel Sindaco. La città è dei cittadini e questi devono essere chiamati alla condivisione. Per favore Sindaco non perdiamo altri 10 anni in nome di una effimera efficienza. La città vuole e pretende un nuovo teatro. Ma dove, come, quanto grande, ecc. deve essere frutto di una riflessione, di uno studio delle dinamiche di sviluppo, di necessità della futura città. Una scelta così importante non può essere fatta senza ascoltare i cittadini e men che meno la propria giunta o il proprio consiglio comunale. Non può essere annunciata, sbandierata il giorno del crollo del project, sperando di attenuare il rumore del crollo di un teatro che non c'è. L'esperienza appena acquisita dovrebbe fungere da monito. Non voler ascoltare i propri cittadini, tutti i cittadini, anche quelli che si pensa possano dar fastidio, che raccolgono con entusiasmo e abnegazione 5000 firme è indice di democrazia. Stiamo assistendo, drammaticamente, alla fine dei miraggi, dei progetti faraonici calati come colate di cemento sulla nostra città. Stiamo assistendo al fallimento di un certo modo di fare politica in cui tutto va bene e in cui i soldi possono risolvere tutto.

Siriano Cordoni
Capogruppo IDV Comune di Teramo

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  • Giuseppe
    Scritto il 29 gennaio 2012 alle ore 10:46:13

    Le scelte non condivise hanno portato a quel mostro di cemento che si vede da ogni punto della città e che si chiama "parcheggio a PAGAMENTO per ospedale" con annessa vendita laboratori medici privati ( ma se fossi un commercialista e volessi un ufficio non posso? Perchè? ) e a quel disco volante arrugginito che dovrebbe contenere delle opere d'arte (l'artista non sarebbe d'accordo secondo me ad avere un contenitore così brutto per le sue opere...) Per correttezza, devo dire che la nuova rotonda all'inizio di Porta Romana è bella e devo riconoscere l'impegno del sindaco sulla viabilità e per il lotto zero... ma le due opere citate sopra... i teramani se le terrano per decenni... purtroppo.

 

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