Futuro In replica a Caccioni: «Se è in consiglio è proprio per una giunta a 9...»

Pelusi, coordinatore comunale della lista di Gatti, va pesante: «Parla di condivisione chi non ha mai partecipato alle riunioni»
19 aprile 2017
Teramo - Teramo

TERAMO - «Se a sostenere che in Futuro In ci sia un deficit di condivisione politica è chi è stato assente al 90 per cento delle decine di riunioni, si supera il limite della comicità». Non si fa attendere la replica di Valerio Pelusi, il coordinatore della lista di maggioranza relativa in amministrazione a Teramo, alle esternazioni di Alfredo Caccioni, uno dei due consiglieri 'dissidenti' uscito dal gruppo. «A parte la scarsa eleganza - scrive Pelusi -, che si traduce nella incapacità di comprendere lo stile, forse fin troppo signorile, con cui la lista di Futuro In lo ha trattato, se a porre questioni di metodo e ad avventurarsi addirittura sul tema dei "fini personali", è un consigliere che nel 2014 è rientrato in Consiglio solo grazie ad una giunta a 9 con quattro assessori di Futuro In, per la quale soluzione ha attivato se stesso prodigandosi come mai accaduto per un problema della città, si sfiora anche il ridicolo». Pelusi, per sottolineare lo scarso interesse di Caccioni alle questioni cittadine, ricorda il quasi insistente numero di interventi in consiglio comunale in 8 anni di consiliatura, rispetto alle interviste su «questioni di prossimità geografica e lavorativa (come non ricordare la polemica esilarante sui genitori che parcheggiavano nei pressi della Molinari dove erano stati spostati i bambini, che recavano fastidio...a chi ?!?)».

«Comprendiamo il suo problema - aggiunge Pelusi -, quello di essere leale con il Sindaco che ha sostenuto e con gli elettori che lo hanno votato, ovvero, in caso contrario, di trovare spiegazioni decenti per quello che sarebbe un atto di slealtà che farebbe sprofondare la città in un interminabile commissariamento». Il coordinatore comunale bolla anche il paventato rientro nel gruppo, come anticipato dallo stesso consigliere, qualora venissero accolte le richieste dei 'dissidenti': «Non si dia pena il Caccioni: ora che l'abbiamo conosciuto meglio, e tenendo per noi il resto della copiosa monografia che potremmo scrivere, faremo volentieri a meno di lui».

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  • VINCENZO
    Scritto il 19 aprile 2017 alle ore 20:26:00

    Meno male che qualcuno gli dica la verità a questa massa di nulla facendi che non hanno mai lavorato?

  • Fabrizio Primoli
    Scritto il 19 aprile 2017 alle ore 13:43:00

    Perché Pelusi-Gatti parla di «sprofondare» quando cita il commissariamento? Cosa teme? Di cosa ha paura? Io personalmente sono invece favorevole al commissario prefettizio. Perché? Perché è un funzionario, non un politico. Ecco perché. Non ha obblighi elettorali, né cambiali da pagare. Non fa asfalti e favori in cambio di voti. È soggetto solo alla legge e risponde solo al Ministro dell’Interno. È uno solo (con un solo stipendio) e non 42 (con 42 retribuzioni o gettoni). È capace di fare scelte necessarie, anche se eventualmente impopolari, perché non teme le urne e non guarda in prospettiva gli umori degli elettori. E poi… chi l’ha detto che il commissario ha solo poteri di ordinaria amministrazione? La legge non dice questo, anzi, riunendo in una sola persona le attribuzioni del sindaco, della giunta e del consiglio comunale, conferisce al commissario poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria senza porvi limiti predeterminati. Quindi di cosa si ha paura? Cosa si teme? Piuttosto, visto come è stata ridotta questa Città, Dio benedica (e ci mandi) un commissario. E ci resti per più tempo possibile.

 
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