Teatro Romano, la protesta entra in Consiglio Comunale

Brucchi a Teramo Nostra: "Siamo dalla stessa parte"
25 novembre 2010
Teramo - Teramo

TERAMO – La protesta di Teramo Nostra, ostinata nel ribadire il su “no” allo spostamento delle pietre romane dal sito dell’Anfiteatro Romano, approda in Consiglio Comunale. Motivo scatenante è stata la presenza di una staccionata, sistemata nell’area interessata dagli interventi di recupero, che per Teramo Nostra impedisce il monitoraggio dei lavori di riqualificazione che hanno preso il via mercoledì. Una protesta pacata e che ha trovato la disponibilità del sindaco Maurizio Brucchi il quale sullo spostamento delle pietre ha precisato che per ora si procederà solo con un lavoro di catalogazione e sul recupero ha ribadito di essere concorde con Teramo Nostra a percorrere la via dell’abbattimento di Palazzo Adamoli e Casa Salvoni. Brucchi ha poi reso noto che ieri è stato presentato agli enti firmatari del protocollo sulla riqualificazione lo studio di fattibilità ma che questo avrà sia un passaggio in Consiglio comunale e dovrà essere condiviso con la città nel corso di un dibattito pubblico che sarà convocato prima di Natale. All’ordine del giorno del Consiglio figurava in primis l’assestamento del Bilancio di Previsine 2010, argomento che è stato colto dal consigliere del Pd, Giovanni Cavallari, come occasione per “fare le pulci” alla maggioranza  sulle spese. Per Cavallari infatti, l’amministrazione comunale dovrebbe essere meno “disinvolta” con le spese nell’organizzazione degli eventi e più attenta al sociale e al sostegno dei minori non accompagnati per i quali è tuttavia a disposizione un contributo di circa 80mila euro concesso dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Giro di vite ha annunciato infine l’assessore al Bilancio e Vicesindaco, Alfonso Di Sabatino Martina, sulle affissioni abusive. Il lavoro di controllo e monitoraggio compiuto sul territorio dagli uffici preposti avrebbe fatto emergere numerose imposte inevase, alcuni imprenditori addirittura non pagavano tasse sulle affissioni da oltre 5 anni, ed è stato portato a termine un lavoro di recupero di circa 100mila euro a disposizione delle casse comunali. Intanto l’assessorato al Bilancio, per evitare di reiterare una situazione analoga, sta predisponendo un bando per l’affidamento della gestione degli spazi pubblicitari che, in considerazione anche delle norme sul decoro urbano, svolga un monitoraggio più puntuale e costante del territorio.  Bene anche per l’assessore Di Sabatino la situazione sulle famose cartelle Ici: a fronte di 1535 pratiche al Comune sono stati presentati solo 5 ricorsi.

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  • Fabrizio Primoli
    Scritto il 25 novembre 2010 alle ore 21:08:00

    Condivido pienamente la battaglia di Teramo Nostra sul recupero del Teatro Romano. È compito della politica, ora, prendere in mano la questione e condurla all'unica, logica soluzione possibile: la demolizione totale di Palazzo Adamoli e di Palazzo Salvoni. Staremo a vedere se i nostri rappresentanti dimostreranno adeguato coraggio.

  • Giampaolo Di Virgilio
    Scritto il 25 novembre 2010 alle ore 19:41:00

    Vorrei far notare che nell'articolo si parla erroneamente di anfiteatro

 

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