Fa caldo e il vescovo si lamenta delle manifestazioni in piazza

E intanto le suore prendono le multe e il mare ...
07 giugno 2015

Fa un gran caldo e qui, in Abruzzo e nel Teramano siamo sempre tra i più fortunati. Andiamo al mare quando e come ci piace. E poi ce ne torniamo a casa e troviamo sempre il modo di fare il bagno, di stare in spiaggia, di goderci l'estate anche quando è ancora primavera, come adesso. Certo, a proposito di spiagge e bagni, come sempre c'è confusione. A Giulianova la disobbedienza civile fa portare gli animali in spiaggia, non essendocene di dedicate. A Tortoreto, Alba, Pineto, ci si divide tra mare blu, vele, bandiere e altri graziosi simboli. E non si sa mai bene se l'inquinamento c'è oppure no, se il mare, premiato 50 metri prima, sia davvero meno pulito 50 metri dopo e se la spiaggia, dove grazie a Dio non c'è barriera mentre passeggi, o dazio o dogana, è veramente la più bella fino a un miliardo di granelli prima e non ecosostenibile un miliardi di granelli dopo. Non si sa. Ma ci fidiamo. Come ci dobbiamo fidare di queste benedette multe in città, che continuano a sollevare polemiche. Ma polemica su polemica, ecco che spunta il Vescovo, che butta sul tavolo un argomento di discussione che dovrebbe essere appannaggio di politica e amministrazione. Ma, tant'è... la società cambia e ben vengano le contaminazioni sulla gestione degli argomenti realtivi allla gestione, al futuro di Teramo. Dunque, intervistato sulle multe che alcune suore avrebbero preso per il loro affaccendarsi (in macchina), avanti e indietro dai famigerati varchi, il vescovo Seccia è entrato nell'argomento UTILIZZO DELLA PIAZZA PRINCIPALE (piazza Martiri). Seccia parlava in tv e sembrava voler dire che c'era confusione sulle multe, invece lui andava oltre e spingeva sul fatto che la piazza non debba essere indiscriminatamente utilizzata, a Teramo, come UNICO spazio in cui fare svolgere tutta la vita del sociale cittadino. Allora l'intervistatore ha ammiccato e ha domandato al vescovo se in realtà non stesse dando una "tiratina di orecchie" al sindaco. Che detto per inciso, poverello, gli ci manca solo che il Vescovo gli tiri le orecchie. Ma comunque monsignor Seccia fa una sorpresa a tutti e dice che no, non è l'amministrazione l'unica imputata ma anzi, lo è di più l'intera collettività, che non può continuare ad essere tanto egoista da pretendere che ogni manifestazione che promuova, debba per forza avere come luogo di realizzazione (LOCATION non mi piace, lo dicono tutti) piazza Martiri. E qui, volendo, il dibattito (che a mia memoria viene riproposto ma poi subito abortito ormai da 3 decenni), potrebbe davvero trovare sviluppo. Se il caldo non ci obnubilirà il cervello potremmo cogliere l'occasione per aprire un bel confronto sugli spazi cittadini, sulle manifestazioni, sul famosissimo calendario degli eventi, sulla necessità che qualcuno stabilisca quale cornice sia più adatta alla riuscita di questo o quell'evento. Sarebbe bellissimo. Pensate, parlare di qualcosa di reale, ragionare su cose che un domani potrebbero portarne altre, buone, produttive. Mamma mia, nonostante il caldo mi vengono i brividi. Ma dureranno poco. Non avremo voglia di confronto, nemmeno questa volta. Meglio continuare su ATTIVO, NON ATTIVO. Costa meno fatica e soprattutto non porta a niente.

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