Natale è alla porte, la neve è sulla porta di casa (o lo è stata) e noi siamo pieni di confusione. Si battono a Roma fuori e dentro il Palazzo, anche a Teramo, fuori e dentro il Palazzo, quando si può, ci si batte. Ma qui è tutto un po' più all'acqua di rose. Persino l'opposizione più forte si smorza di fronte all'offerta di due righe sul giornale o di una comparsata in tv (niente contro le tv, sia chiaro, ce l'ho con le comparse) o di fronte all'irresistibile tentazione di "inviare un comunicato stampa". Qua da noi tutta roba vecchia, che puzza di naftalina come la borsa che dopo anni ho tirato fuori da un armadio. Inservibile, disgustosa e ingormbrante. E sono stravecchie le posizioni di potere, le rincorse a dire:"Nella nimina Asl c'entro anch'io" oppure "Nella nomina Asl non mi hanno coinvolto e protesto". Nimina Asl... si deve anche capire quale nomina Asl. Perchè se si parla di direttore generale, la sua nomina, non fa una piega, spetta alla politica (diretta o indiretta in questo caso non ci importa) ma se si tratta di direttore amministrativo e sanitario, per legge (dico: per legge) non si può fare niente. E' il direttore generale che nomina. E La politica, le giunte, gli assessori, i consiglieri regionali, i partiti, ne sono fuori. Inevitabilmente. Per legge. Almeno... ufficialmente è così. Qualcuno deve essere lasciato tranquillo perchè lavori. Almeno qualcuno. Altrimenti si ferma davvero tutto: tra la neve, le scuole chiuse, il commercio rallentato, il traffico paralizzato e paralizzante, la crisi, gli arresti, i commissari, i terremoti, i sequestri, le chiusure.... Qualcuno deve lavorare. Per forza. Per tutti.