La porchetta ha vinto, l'Anffas ha perso

E insieme a lei hanno perso l'occupazione, l'economia, i giovani
04 dicembre 2010

C'è ben poco da commentare. Sono saltati fuori altri 360 milioni di debito. La verità è questa. Come ci possano volere incroci e nuova capacità di comunicare tra settori per scoprire che c'è una voragine e che l'Abruzzo adesso è proprio in ginocchio, è un altro paio di maniche. Inutile pensarci, tanto ormai l'ultimo colpo ci è stato inferto. E sotto questa ultima mannaia cadranno i diritti dei più deboli, ovviamente. Penso ai disoccupati, alle aziende in crisi, ai giovani senza speranze, ma penso all'Anffas, già offesa e ignorata e chiusa per un mese alle esigenze dei suoi ragazzi, di quelli che a Sant'Atto vanno ogni giorno perchè la loro riabilitazione, la possibilità di vivere meglio dipende dalle cure che il centro può o non può offrire. Da chi dipende? Da tutti e da nessuno, pare. Perchè sulle colpe gravissime, come un buco tanto grande, non si capisce mai di più. La colpevole principale però pare essere la porchetta. Si, perchè tutti questi soldi sarebbero andati in porchette, feste, sostegno alle associazioni... insomma, il normale bilancio della Regione. Cioè la vita, la sopravvivenza non dei ragazzi dell'Anffas (e di tutto il resto delle organizzazioni che fanno quello che l'Anffas fa) ma alla sopravvivenza elettorale dei vari politici. Che altro c'è da dire. Niente. Se non che intanto a Teramo è arrivato il nuovo direttore generale, che si sta definendo l'individuazione dei direttori sanitario e amministrativo e che su questo ci sono mille spigolature, che del resto vi proponiamo ogni giorno con la nostra informazione. Ma oggi, in questo spazio, no. Oggi facciamo silenzio. La porchetta ha vinto, l'Anffas ha perso.

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