Premi di produttività e incentivi: togliamoli e assumiamo nuovo personale

Brucchi non può sostituire nessun assessore
28 giugno 2015

Se cancellassimo tutti gli incentivi e ne facessimo assunzioni di personale? Guarda un po’ che cosa mi è venuto in mente… una cosa che dicono in tanti ma che, chissà perché, non si riesce ad “afferrare”. Mi sfugge il motivo per cui chi lavora debba avere un premio. A meno che non lavori con formule che però sono solo del settore privato. E mi sfugge come mai questi premi, in tutti gli enti, siano sempre motivo di scandalo, accuse e recriminazioni per via di reali o presunte ingiustizie, favoritismi, accordi… Sino poi ad arrivare ai premi dei dirigenti (se ne è riparlato, a Teramo, per il Comune, anche questa settimana). A parte la famosa questione che i dirigenti tra loro valutano l’un dell’altro merito e diritto al premio (che già, come abbiamo detto e ripetuto, è un sistema su cui sorridere con tenera rassegnazione visto che ci troviamo di fronte a chi è convinto di prendere in giro il resto del mondo), ma comunque questi premi per cosa sono? I progetti speciali, incentivanti… cosa vuol dire premiare qualcuno per essere riuscito a produrre? Significa ammettere che l’assunzione non garantisce  niente, se non i diritti del dipendente. Questo, sia chiaro, vale per i medici, gli amministrativi della Provincia, dell’Agenzia delle Entrate, della Asl… insomma, vale per tutti coloro che non lavorano nel privato e godono di quanto dicevamo. Invece di regalare privilegi a chi il lavoro ce l’ha, non si potrebbe fare lavorare più persone? Non più, come si diceva, lavorare meno e lavorare tutti. Ma lavorare COME SI DEVE e lavorare tutti. Fateci capire come funziona: un organismo della pubblica amministrazione scopre che non sono stati raggiunti i risultati per cui ha assunto dipendenti e dirigenti. Allora cosa fa? Invece di licenziare quelli che non hanno raggiunto l’obiettivo, li incentiva. Gli dice: “Senti, se ti do TOT in più al di fuori dello stipendio, per piacere, fai il tuo lavoro”? E in che orario, l’Ente, fa fare al dipendente questo lavoro in più (che invece sarebbe quello che avrebbe dovuto fare nelle regolari ore di lavoro)? Glielo fa fare fuori orario. Così il dipendente, il dirigente (o quel che è) durante le ore regolari di lavoro rende ancora meno di quanto rendesse prima, perché fuori orario di lavoro si stanca per produrre un lavoro che in pratica a noi cittadini costa due volte. Domanda: ma se invece quelli che devono lavorare lo facessero con gli stipendi e le ore pattuite al momento dell’assunzione, non si potrebbero assumere più persone per aumentare i servizi? Si, si potrebbe. Scusate, ma perché non si fa? Risposta: non si sa, è il solito mistero INglorioso che ci trascina verso il basso. Intanto la TeAm ha trovato una soluzione per i quasi 50 dipendenti che alla fine “pagano per tutti”, si è presa un bel po’ di critiche per il calendario della nuova raccolta e continua a fare una gran pena perché è un po’ come se l’ultimo baluardo della città stesse per crollare. Il caldo porterà consiglio al sindaco Brucchi per il rimpasto di giunta ma per ora le idee non ci sono ancora. La coperta è sempre troppo corta, visto che non c’è un assessore (dico NON UNO) che possa tornare a casa, così come non c’è strada per una seppur simbolica diminuzione delle remunerazioni. Mentre ci dibattiamo in queste miserie la Tunisia fa tremare il mondo, l’UE è all’angolo tra la necessità di salvare la Grecia e la difficoltà di opporsi al Fondo monetario internazionale. Noi qui ci salviamo ancora, è vero, anche se i commercianti del centro hanno cominciato una vera e propria protesta contro il Comune che non ritira le multe delle malefiche zone a traffico limitato. Non è che vogliamo tornare al vecchio sistema di un paio di vigili che girano per il centro e controllano? Magari con un bel progetto incentivante a qualcuno potrebbe venire in mente.

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