TERAMO - Se fossi un turista e me ne tornassi a casa dopo una vacanza in provincia di Teramo, agli amici che dovessero domandarmi:"Come è andata"?, dovrei raccontare diverse cose. Prima tra tutte che la provincia di Teramo (non l'Ente, l'intera provincia), è piena di confusione a più livelli. Si fa fatica a capire se il mare è il migliore o il peggiore d'Italia. Si fa fatica a capire chi fa le analisi e su che cosa. E soprattutto chi deve divulgare i risultati. Si fa persino fatica a capire chi è la parte lesa. Figuriamoci i colpevoli...In provincia di Teramo, direi ai miei amici, i piromani riescono puntulmente, ogni anno, a fare fiamme che lambiscono la città, assediata, in alcuni giorni, come una carovana nel Far West. Sembra quasi un rito, una festa patronale...Se in vacanza con me ci fosse stato il mio bambino, racconterei anche che l'hanno ricoverato in ospedale, dove i medici sono stati bravi ma tutti si lamentavano per la mancanza di questo o quello. E tutti erano di cattivo umore e dicevano che ogni giorno si va al lavoro senza sapere se l'ospedale chiuderà o verrà rilanciato. Poi direi anche che mio figlio ha avuto il rotavirus e che grazie al Cielo è stato subito bene ma che alcuni giornali e alcune tv insistevano su un'epidemia diffusa dall'inquinamento del mare. Inquinamento e conseguenziale divieto di balneazione così distribuiti: un pezzo si e un pezzo no, un pezzo si e un pezzo no.....Tutta colpa di feci in alcuni casi anche visibili, tutta colpa di un depuratore, tutta colpa di un fiume inquinato ("pensate...ci sono anche morti dei pesci"). Tutta colpa di una rete fognante su cui vige un criterio di omertà totale, tutta colpa di chi non fa i lavori, tutta colpa di chi ha permesso di costruire e di allacciare (ancora!) le acque bianche alle nere, tutta colpa di chi non fa i lavori, tutta colpa di chi spende i soldi diversamente....Qualora i miei amici dovessero dirmi che ci capiscono poco e chiedermi spiegazioni e un po' di chiarezza non saprei che rispondere, tranne che un giorno è anche venuto il governatore d'Abruzzo Gianni Chiodi a dire che la responsabilità era in un cortocircuito mediatico. Attenzione! Quella del governatore Chiodi (che per prassi attribuisce responsabilità e esagerazioni ai mezzi di informazione) questa volta è un'osservazione puntuale e dunque condivisibile. Una guerra tra mezzi di informazione (su chi per primo ha avuto la notizia e da chi) avrebbe scatenato una vendetta vera e propria. Cioè si è deciso "a scopo dimostrativo" di far vedere "come si fa esplodere un caso a livello nazionale". Se fossi un turista non me ne importerebbe niente, della vacanza nel teramano, perchè tanto forse non ci tornerei (o forse si) ma non mi piacerebbe essere stato in un posto dove la verità, è proprio il caso di dirlo, non viene mai a galla.