Un peccato mortale ha fulminato Marcello Merlini

Anche solo per convenienza dobbiamo salvare gli altri
24 maggio 2015

TERAMO - Mentre scrivevo al computer è mancata la luce una volta, poi è tornata, è andata via, c'è stata di nuovo per andarsene e poi tornare definitivamente. Per quanto mi riguarda mercoledì scorso, al centro di Teramo, è successo questo mentre Marcello Merlini moriva fulminato da tre scosse di corrente. Io mi lamentavo, predicavo contro l'Enel, mi preoccupavo per un documento su cui lavoravo, mi dannavo per averlo (alla fine) definitivamente perso. Io quel documento l'ho perso per mia incapacità. La vita, Merlini, a 51 anni, l'ha persa per tanti di quei motivi che gira la testa solo a pensarci. Stava rubando del rame, è certo. E già questo è perchè aveva una vita di cui, per rispetto e purtroppo inutilità, non ha senso parlare qui. Ma la sua era la vita come quella di tanti e dunque lui non è il primo e non sarà l'ultimo ad averla persa così. Poi però di fatti e responsabilità ce ne sono tante altre. Prima, tra tutte, c'è quella della incapacità delle istituzioni a mettersi insieme e a trovare soluzioni definitive e vantaggiose per la collettività. Sposto il piano dalla pietas alla convenienza, si, perchè tanto, alla fine, è l'incapacità di produrre benessere a devastare le vite. Allora: ci sono edifici, luoghi, posti a Teramo e in provincia, che non solo non sono sicuri, ma che DOVREBBERO fruttare. Il sindaco Maurizio Brucchi ha provveduto a creare una sorta di tavolo di lavoro, per quanto riguarda il capoluogo, per ragionare su che cosa farne di questi posti. Il fatto rilevante però è sapere che per decenni non si sono trovate soluzioni e che mentre moriamo di fame, più o meno direttamente questi posti ci uccidono. Ci ammazzano anche "solo" con ciò che ci sottraggono e cioè il beneficio dello sfruttamento. Interi palazzi e rovine che occupano spazi su cui costruire, con un disegno globale, di interesse comune, con speculazioni SANE, potrebbero essere la nostra salvezza. E quando si è economicamente SALVI si è lucidi, consapevoli, si hanno maggiori conoscenze e si ha paura di morire, perchè la vita ci piace di più. Ed è così che si vive. Perchè, come vediamo, la sopravvivenza non è più sufficiente a trascinarci tutti. Lasciamo ogni giorno indietro troppi di noi e che si creda in Dio oppure no è questo il grande peccato mortale di cui mercoledì scorso ci siamo macchiati tutti.

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