Per non dimenticare. Voltiamo la testa indietro e ripercorriamo alcune storie tipicamente teramane. E ripassiamo come una rapida moviola quanto accadde nemmeno tanto tempo fa. Partiamo da alcune frasi pronunciate pubblicamente. Frasi che tornano di scottante attualità visto che se parla e se ne parlerà a lungo. "L’inaugurazione del nuovo stadio rappresenta un segno tangibile della vitalità teramana, segna lo storia sportiva di Teramo". Il sindaco Gianni Chiodi- come sono lontani i tempi visto che Chiodi oggi è il Governatore d’Abruzzo- alla presentazione della serata augurale- si tolse alcuni sassolini che aveva nelle scarpe ed aggiunse: Il vecchio Comunale è fuori legge, ieri non c’era l’alternativa, oggi c’è. Se continuassi a far giocare il Teramo al vecchio impianto commetterei una illegalità, non ci sono alternative , piaccia o non piaccia”. Era il 27 marzo quando lo stadio di Piano d’Accio venne inaugurato, (la prima pietra dello stadio venne posata il 10 novembre del 2006), ed il vecchio Comunale è andato in pensione. Per la prima volta ospitò una gara nel 1929, era il 27 del 1929 (Terza Divisione Marche-Abruzzo), tra l'A.S. Teramo e l’Osimana che vinse per 2 a 1. Particolare curioso, i primi colori delle divise dei giocatori teramani sono proprio quelli che in seguito saranno i colori delle maglie dei cugini - nemici del Giulianova il giallo e rosso; in questo stadio ha giocato anche Carlo Ancelotti quando militava nel Parma e firmò 2 reti, in panchina nel Teramo c'era Eugenio Fantini (la gara terminò 2-2). Nel vecchio Comunale sorgerà una fetta di nuova Teramo. Il progetto pare anche avviato. Ma attorno a questa realizzazione forse se sentiremo tante di storie. Belle e meno belle. L’Amministrazione pare irremovibile e quindi andrà avanti nel progetto, ma è certo che tutto filerà per il verso giusto? Oppure assisteremo ad un allungamento dei tempi di realizzazione? D’altra parte questa città crediamo si sia abituata oramai a lungaggini, ricorsi, colpi di scena e colpi di Tar. Per cui non facciamo peccato a pensare male. E comunque basterebbe dare uno sguardo a Palazzo Adamoli per comprendere quanto sia tortuosa e lunga la strada che porta alle definizione di un progetto. Teramo ma forse non solo Teramo detiene probabilmente il primato della lungaggine. Vogliamo parlare del Lotto Zero? Vogliamo parlare della nuova sede dell’Istituto Zooprofilattico che ancora è sotto commissario da oltre 30 anni? Vogliamo parlare della Teramo- Mare? L’elenco sarebbe decisamente lungo. Ma certamente potrà subire variazioni. Per esempio il parcheggio di piazza Dante la cui apertura slitta a ripetizione. Nessuno più se ne meraviglia. C’è l’omologazione del pensiero. Se soltanto uno prova ad alzare un dito e a formulare domande rischia di essere tacciato di qualunquismo becero. E allora restiamocene alla finestra comodamente affacciati seguendo con distacco quanto accade sotto di noi. Lo spettacolo non è dei migliori, ma va seguito lo stesso. E’ importante avere sul davanzale birra fresca e semini. Proprio come al cinema. Al nuovo cinema Teramo. Dove lo spettacolo è garantito ma per davvero. Che poi venga proiettato un film già visto è un’altra storia.
Un altro Natale. Un altro anno oramai alle porte. Bilanci, previsioni, speranze. Per una realtà teramana che lentamente cerca di uscire fuori dal suo atavico isolamento. Alcune questioni inerenti il traffico sono state risolte, altre attendono interventi drastici e mirati. Ma in alcune questioni legate alla realizzazione dell’opera sono stati registrati ritardi anche notevoli. Colpa dei comitati di difesa. Che sono sorti come funghi, hanno cercato con ogni mezzo comunque legittimo di ostacolare l’opera e poi gli stessi comitati sono scomparsi o per meglio dire si sono posti in un silenzio assordante. E’ accaduto per la discarica, è accaduto per il parcheggio di piazza Dante, è accaduto e sta accadendo per la rampa del Lotto Zero alla Gammarana. Così si ritarda il completamento dell’opera e si potrà continuare a gridare che il traffico è impazzito, che il Lotto Zero dopo quasi 30 anni o forse di più non è stato ancora ultimato. Anche a Natale assistiamo al balletto delle responsabilità con lancio di reciproche accuse di essere bugiardi. Ma non è possibile accertare se il naso si allunga a qualcuno.Che bello quando nelle favole invece si poteva prendere atto dell’allungamento nasale. Ma alle favole orami chi crede più?
E allora Natale tranquillo si spera e un anno nuovo che porti ai teramani quanto desiderano. In verità i teramani se ne aspettano tante di cose belle, ma bisognerà fare i conti con tante questioni legate alla realizzazione di opere, infrastrutture e quant’altro. Siamo in ballo e balleremo ancora una volta. Senza rinunciare praticamente a nulla. Cenone, veglione, gita fuori porta e se ci sarà la neve anche un salto lassù dove volano le aquile per riprovare il brivido delle discesa “libera”. Non si rinuncia a nulla. Ed è meglio così perché la crisi se mai arriverà per davvero dovrà trovarci un calice di spumante italiano in mano. Con la pappole rosse e con una gran voglia di continuare a vivere. Anche a Teramo. In questa bomboniera magari non più isola felice, ma sempre cittadina nella quale vivere a misura d’uomo perché si continua a stare bene. Nonostante tutto. Nonostante le questioni non risolte, nonostante le problematiche che angosciano ma fino ad un certo punto.
Auguri dunque a tutti. Auguri per un anno ricco di soddisfazioni e di salute. Perché la salute resta il bene primario. Senza non si va da nessuna parte. Era solito ripetere un macellaio teramano gaudente che “nella vita occorrono soldi e salute, ma senza salute con i soldi che ci fai?” In poche battute la vera realtà della vita. E allora in alto i calici e brindiamo con un urlo liberatorio che cacciare fuori l’angoscia. E per scacciare la paura di non farcela. Ce la faremo ancora. Alla faccia di tutti. Perché il teramano si piega ma non si spezza, perché il teramano non molla e per utilizzare una frase strappata al mondo del calcio “tornerà peggio di prima”. Che non è una speranza, è invece quasi una promessa.
Qual'è la tua posizione sulla vicenda dell'ex stadio Comunale?