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Teramo, venerdì 30 luglio 2010
Domenica 18 luglio 2010 - 11:34
Una sera a la Rocchetta con Mino Damato

Un altro amico è andato. Prima Tonino Carino da Ascoli, maestro di giornalismo che mi accolse a Corriere Adriatico negli anni 70 quando in via Berti 20 arrivai da Teramo. Adesso Mino Damato.Napoletano, nato nel 1937, giornalista professionista dal 1965, aveva lavorato nei giornali - in particolare per il Tempo, che lascio' dopo un litigio con il direttore di allora, Gianni Letta - e poi era entrato alla Rai nel 1968, diventando uno dei giornalisti di punta del Tg1 e realizzando reportage dalle zone di guerra, fra cui la Cambogia, il Vietnam, l'Afghanistan da dove tenne la prima diretta durante l'invasione sovietica. Negli anni Settanta e Ottanta era stato autore e conduttore di programmi tv come 'Avventura', 'Racconta la tua storia', 'In viaggio tra le stelle', che apri' la strada alla divulgazione scientifica dell'astronomia e dell'astrofisica, e 'Tam Tam'. Ma il ricordo di Mino passa per una serata di dicembre negli anni 68. Venne a Teramo perchè il quotidiano il Tempo stava per lanciare l'edizione dell'inserto Abruzzo. Con lui venne un grande operatore tv Costas Papadopulos. Damato a Il Tempoo quando c'era l'amministratore Libero Palmieri, c'era Tonino Scaroni, c'era Luigi Altomonte che vinse anche un premio Teramo, c'era insomma una guardai di giornalisti di forza. Damato tracsorse la serata a La Rocchetta sotto il bivio di Aprati, una trattoria che non era come appare oggi. Ma le ore con Damato scorrevano via e la notte ci inghitotti senza che ce ne accorgessimo. Poi dopo salsicce, cotechino, bino rosso Danato riprese la strada la vecchia e cara strada delle Capannelle e se ne tornò a Roma. Il ricordo di quell'incontro è dentro di me e lo porto con grande affetto. La sua morte mi lascia il vuoto dentro.Incolmabile.
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Gustavo Bruno

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Venerdì 9 luglio 2010 - 10:55
Aspettando i Maya

Come vedere il solito bicchiere “teramano”:mezzo vuoto o mezzo pieno?.. Bella domanda, la cui risposta non è facile, perché alcune situazioni sono in via di miglioramento, altre invece sono ancora in itinere. Un lungo iter, come il Lotto Zero, la Teramo mare e la frana lungo la stessa variante, l’Ipogeo e la rotonda a Porta Romana. E l’elenco potrebbe continuare... I teramani aspettano, contano i giorni, ma l’aria estiva oramai è di casa e quindi si attende l’arietta fresca,quella che ogni sera, dopo le 21 viene giù da Magnanella. E si accontentano! Poi... tutti al mare, laggiù lungo l’Adriatico:solita routine, solita storia, solita vita aspettando domani. Giacché dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere, tanto vale accettare questa realtà e decidere d’essere felici, qualunque cosa accada. Per cui il bicchiere va visto mezzo pieno.E poi occorre pazienza, ma tanta pazienza in questa nostra città che si svuoterà per il meritato periodo di ferie. Allentate il nodo della cravatta e lasciate dietro di voi ogni problema! Eventualmente, al ritorno dalle ferie, si vedrà cosa fare. Già... che fare? Rimettersi alla finestra per vedere su che cosa intervenire, sembra insomma di rivedere un film già visto, proprio come accade con il palinsesto estivo. A proposito...entro l’anno prossimo tutti con il digitale a Teramo! Vediamo allora di far controllare l’impianto,chiamiamo l’antennista di fiducia e facciamoci stilare un preventivo di spesa. Pensiamo al digitale, pensiamo al futuro! Sperando che nel 2012 non avvenga quanto tutti giurano che avverrà; secondo il calendario Maya, infatti, l’attuale Età dell’Oro (la quinta), terminerà il 21 - 12 - 2012. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali; secondo vari ricercatori, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici; le profezie che riguardano la fine dell’umanità sono innumerevoli: c’è chi prevede fiamme e fuoco dal cielo, chi terremoti e catastrofi naturali, chi l’impatto di un meteorite, chi parla di guerre nucleari a cui la razza umana non sopravvivrà o quantomeno solo pochi meritevoli o “risvegliati”. Detto questo, godiamoci l’ultimo sole, perché tanto alla prima pioggia, dovremo arrenderci al ritorno dell’autunno. Ed il bicchiere mezzo vuoto? E se invece chiedessimo al cameriere tanto gentile di riempirlo (il bicchiere) fino all’orlo di buona birra italiana? Per un brindisi all’ottimismo, ad un pizzico di ottimismo alla teramana, classico, caloroso e fraterno, forte e gentile.
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Gustavo Bruno

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Venerdì 12 febbraio 2010 - 18:23
Tutto il mondo è paese, ma questo è troppo paese

Un fortuito incontro con un ex questore di Teramo, uno che di acqua passare sotto i ponti ne ha vista tanta, è stato illuminante. E’ stato di breve durata ma assai ricco di contenuti sui quali si deve riflettere per cercare di capire ancora la realtà che ci appartiene. E per la quale comunque dobbiamo continuare a batterci per renderla comunque migliore. Eccone il resoconto del breve incontro. Signor Questore intanto la trovo in grande forma. . Come vanno le cose? . E Teramo come l’ha trovata? . Parola di Questore.Non c’è da discutere. Teramo è in mano alle minoranze, ai comitati, a quelli che decidono alla faccia della maggioranza. D’altra parte si definisce minoranza un Gruppo sociale subordinato che non costituisce una realtà politicamente dominante in una data società. Dalle nostre parti però accade l’esatto contrario. Le minoranze in barba al rispetto della maggioranza dettano legge e vanno avanti a colpi di ricorsi al Tar. Che è una vecchia storia. Al Tar va il genitore che ha visto bocciato il figlio, al Tar va il comitato per bloccare l’uscita di una superstrada, al Tar va chi se le può permettere. Ma intanto si perde tempo, i lavori pubblici vengono regolarmente bloccati e la maggioranza resta in attesa. Attese snervanti, attese lunghe che fanno precipitare le cose per cui tutto resta immobile e si aspetta. Che passi la nottata. A proposito ricordate che disse il Governatore d’Abruzzo il giorno del discorso inaugurale del suo mandato a l’Aquila? "Non ho dormito questa notte, e ho ascoltato Bach". Ma proprio con Chiodi alla Regione, con Catarra alla Provincia e con Brucchi al Comune (tutti della stessa colorazione politica) il teramano normale si sarebbe aspettato un salto in avanti da parte della realtà locale. Un salto verso il futuro, un salto verso il nuovo. Ma voltandoci indietro troviamo ancora molte opere non definite. Siamo a metà del guado, siamo come sostiene qualcuno in mezzo ad una strada nel senso letterale perché proprio la circolazione teramana è rimasta quella di tanti anni fa. Stesse strada, in verità sono aumentate le rotondo che alcune non è che abbiamo risolto del tutto le problematiche ad esse legate. Insomma anche il nuovo anno che prosegue inesorabile non ci ha portato grosse, grossissime novità. E’ vero che intanto il parcheggio privato di Piazza Dante è stato inaugurato (occasione, già importantissima per il contributo che darà alla soluzione di alcuni tra i problemi di traffico di quell’area della nostra città, anche in previsione dell’apertura degli svincoli del Lotto Zero). Ma il resto no. E su quel resto che poggia il futuro sul quale incombe la minoranza che è pronta a bloccare ancora la maggioranza. Se non si interrompe questo circolo vizioso Teramo continuerà ad essere la terra dei pastori. Per la serie “tutto il mondo è paese, ma questo è troppo paese”.
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Gustavo Bruno

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Mercoledì 13 gennaio 2010 - 16:18
Vecchio Comunale e nuovo teatro. Una storia d'altri tempi. Forse

Per non dimenticare. Voltiamo la testa indietro e ripercorriamo alcune storie tipicamente teramane. E ripassiamo come una rapida moviola quanto accadde nemmeno tanto tempo fa. Partiamo da alcune frasi pronunciate pubblicamente. Frasi che tornano di scottante attualità visto che se parla e se ne parlerà a lungo. "L’inaugurazione del nuovo stadio rappresenta un segno tangibile della vitalità teramana, segna lo storia sportiva di Teramo". Il sindaco Gianni Chiodi- come sono lontani i tempi visto che Chiodi oggi è il Governatore d’Abruzzo- alla presentazione della serata augurale- si tolse alcuni sassolini che aveva nelle scarpe ed aggiunse: Il vecchio Comunale è fuori legge, ieri non c’era l’alternativa, oggi c’è. Se continuassi a far giocare il Teramo al vecchio impianto commetterei una illegalità, non ci sono alternative , piaccia o non piaccia”. Era il 27 marzo quando lo stadio di Piano d’Accio venne inaugurato, (la prima pietra dello stadio venne posata il 10 novembre del 2006), ed il vecchio Comunale è andato in pensione. Per la prima volta ospitò una gara nel 1929, era il 27 del 1929 (Terza Divisione Marche-Abruzzo), tra l'A.S. Teramo e l’Osimana che vinse per 2 a 1. Particolare curioso, i primi colori delle divise dei giocatori teramani sono proprio quelli che in seguito saranno i colori delle maglie dei cugini - nemici del Giulianova il giallo e rosso; in questo stadio ha giocato anche Carlo Ancelotti quando militava nel Parma e firmò 2 reti, in panchina nel Teramo c'era Eugenio Fantini (la gara terminò 2-2). Nel vecchio Comunale sorgerà una fetta di nuova Teramo. Il progetto pare anche avviato. Ma attorno a questa realizzazione forse se sentiremo tante di storie. Belle e meno belle. L’Amministrazione pare irremovibile e quindi andrà avanti nel progetto, ma è certo che tutto filerà per il verso giusto? Oppure assisteremo ad un allungamento dei tempi di realizzazione? D’altra parte questa città crediamo si sia abituata oramai a lungaggini, ricorsi, colpi di scena e colpi di Tar. Per cui non facciamo peccato a pensare male. E comunque basterebbe dare uno sguardo a Palazzo Adamoli per comprendere quanto sia tortuosa e lunga la strada che porta alle definizione di un progetto. Teramo ma forse non solo Teramo detiene probabilmente il primato della lungaggine. Vogliamo parlare del Lotto Zero? Vogliamo parlare della nuova sede dell’Istituto Zooprofilattico che ancora è sotto commissario da oltre 30 anni? Vogliamo parlare della Teramo- Mare? L’elenco sarebbe decisamente lungo. Ma certamente potrà subire variazioni. Per esempio il parcheggio di piazza Dante la cui apertura slitta a ripetizione.  Nessuno più se ne meraviglia. C’è l’omologazione del pensiero. Se soltanto uno prova ad alzare un dito e a formulare domande rischia di essere tacciato di qualunquismo becero. E allora restiamocene alla finestra comodamente affacciati seguendo con distacco quanto accade sotto di noi. Lo spettacolo non è dei migliori, ma va seguito lo stesso. E’ importante avere sul davanzale birra fresca e semini. Proprio come al cinema. Al nuovo cinema Teramo. Dove lo spettacolo è garantito ma per davvero. Che poi venga proiettato un film già visto è un’altra storia.


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Gustavo Bruno

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Martedì 22 dicembre 2009 - 16:31
Ce la faremo. Ancora una volta

Un altro Natale. Un altro anno oramai alle porte. Bilanci, previsioni, speranze. Per una realtà teramana che lentamente cerca di uscire fuori dal suo atavico isolamento. Alcune questioni inerenti il traffico sono state risolte, altre attendono interventi drastici e mirati. Ma in alcune questioni legate alla realizzazione dell’opera sono stati registrati ritardi anche notevoli. Colpa dei comitati di difesa. Che sono sorti come funghi, hanno cercato con ogni mezzo comunque legittimo di ostacolare l’opera e poi gli stessi comitati sono scomparsi o per meglio dire si sono posti in un silenzio assordante. E’ accaduto per la discarica, è accaduto per il parcheggio di piazza Dante, è accaduto e sta accadendo per la rampa del Lotto Zero alla Gammarana. Così si ritarda il completamento dell’opera e si potrà continuare a gridare che il traffico è impazzito, che il Lotto Zero dopo quasi 30 anni o forse di più non è stato ancora ultimato. Anche a Natale assistiamo al balletto delle responsabilità con lancio di reciproche accuse di essere bugiardi. Ma non è possibile accertare se il naso si allunga a qualcuno.Che bello quando nelle favole invece si poteva prendere atto dell’allungamento nasale. Ma alle favole orami chi crede più?

E allora Natale tranquillo si spera e un anno nuovo che porti ai teramani quanto desiderano. In verità i teramani se ne aspettano tante di cose belle, ma bisognerà fare i conti con tante questioni legate alla realizzazione di opere, infrastrutture e quant’altro. Siamo in ballo e balleremo ancora una volta. Senza rinunciare praticamente a nulla. Cenone, veglione, gita fuori porta e se ci sarà la neve anche un salto lassù dove volano le aquile per riprovare il brivido delle discesa “libera”. Non si rinuncia a nulla. Ed è meglio così perché la crisi se mai arriverà per davvero dovrà trovarci un calice di spumante italiano in mano. Con la pappole rosse e con una gran voglia di continuare a vivere. Anche a Teramo. In questa bomboniera magari non più isola felice, ma sempre cittadina nella quale vivere a misura d’uomo perché si continua a stare bene. Nonostante tutto. Nonostante le questioni non risolte, nonostante le problematiche che angosciano ma fino ad un certo punto.

Auguri dunque a tutti. Auguri per un anno ricco di soddisfazioni e di salute. Perché la salute resta il bene primario. Senza non si va da nessuna parte. Era solito ripetere un macellaio teramano gaudente che “nella vita occorrono soldi e salute, ma senza salute con i soldi che ci fai?” In poche battute la vera realtà della vita. E allora in alto i calici e brindiamo con un urlo liberatorio che cacciare fuori l’angoscia. E per scacciare la paura di non farcela. Ce la faremo ancora. Alla faccia di tutti. Perché il teramano si piega ma non si spezza, perché il teramano non molla e per utilizzare una frase strappata al mondo del calcio “tornerà peggio di prima”. Che non è una speranza, è invece quasi una promessa.


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Gustavo Bruno

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