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Domenica 18 luglio 2010 - 11:34
Una sera a la Rocchetta con Mino Damato
Un altro amico è andato. Prima Tonino Carino da Ascoli, maestro di giornalismo che mi accolse a Corriere Adriatico negli anni 70 quando in via Berti 20 arrivai da Teramo. Adesso Mino Damato.Napoletano, nato nel 1937, giornalista professionista dal 1965, aveva lavorato nei giornali - in particolare per il Tempo, che lascio' dopo un litigio con il direttore di allora, Gianni Letta - e poi era entrato alla Rai nel 1968, diventando uno dei giornalisti di punta del Tg1 e realizzando reportage dalle zone di guerra, fra cui la Cambogia, il Vietnam, l'Afghanistan da dove tenne la prima diretta durante l'invasione sovietica. Negli anni Settanta e Ottanta era stato autore e conduttore di programmi tv come 'Avventura', 'Racconta la tua storia', 'In viaggio tra le stelle', che apri' la strada alla divulgazione scientifica dell'astronomia e dell'astrofisica, e 'Tam Tam'. Ma il ricordo di Mino passa per una serata di dicembre negli anni 68. Venne a Teramo perchè il quotidiano il Tempo stava per lanciare l'edizione dell'inserto Abruzzo. Con lui venne un grande operatore tv Costas Papadopulos. Damato a Il Tempoo quando c'era l'amministratore Libero Palmieri, c'era Tonino Scaroni, c'era Luigi Altomonte che vinse anche un premio Teramo, c'era insomma una guardai di giornalisti di forza. Damato tracsorse la serata a La Rocchetta sotto il bivio di Aprati, una trattoria che non era come appare oggi. Ma le ore con Damato scorrevano via e la notte ci inghitotti senza che ce ne accorgessimo. Poi dopo salsicce, cotechino, bino rosso Danato riprese la strada la vecchia e cara strada delle Capannelle e se ne tornò a Roma. Il ricordo di quell'incontro è dentro di me e lo porto con grande affetto. La sua morte mi lascia il vuoto dentro.Incolmabile.
Venerdì 9 luglio 2010 - 10:55
Aspettando i Maya
Come vedere il solito bicchiere “teramano”:mezzo vuoto o mezzo pieno?.. Bella domanda, la cui risposta non è facile, perché alcune situazioni sono in via di miglioramento, altre invece sono ancora in itinere. Un lungo iter, come il Lotto Zero, la Teramo mare e la frana lungo la stessa variante, l’Ipogeo e la rotonda a Porta Romana. E l’elenco potrebbe continuare... I teramani aspettano, contano i giorni, ma l’aria estiva oramai è di casa e quindi si attende l’arietta fresca,quella che ogni sera, dopo le 21 viene giù da Magnanella. E si accontentano! Poi... tutti al mare, laggiù lungo l’Adriatico:solita routine, solita storia, solita vita aspettando domani. Giacché dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere, tanto vale accettare questa realtà e decidere d’essere felici, qualunque cosa accada. Per cui il bicchiere va visto mezzo pieno.E poi occorre pazienza, ma tanta pazienza in questa nostra città che si svuoterà per il meritato periodo di ferie. Allentate il nodo della cravatta e lasciate dietro di voi ogni problema! Eventualmente, al ritorno dalle ferie, si vedrà cosa fare. Già... che fare? Rimettersi alla finestra per vedere su che cosa intervenire, sembra insomma di rivedere un film già visto, proprio come accade con il palinsesto estivo. A proposito...entro l’anno prossimo tutti con il digitale a Teramo! Vediamo allora di far controllare l’impianto,chiamiamo l’antennista di fiducia e facciamoci stilare un preventivo di spesa. Pensiamo al digitale, pensiamo al futuro! Sperando che nel 2012 non avvenga quanto tutti giurano che avverrà; secondo il calendario Maya, infatti, l’attuale Età dell’Oro (la quinta), terminerà il 21 - 12 - 2012. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali; secondo vari ricercatori, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici; le profezie che riguardano la fine dell’umanità sono innumerevoli: c’è chi prevede fiamme e fuoco dal cielo, chi terremoti e catastrofi naturali, chi l’impatto di un meteorite, chi parla di guerre nucleari a cui la razza umana non sopravvivrà o quantomeno solo pochi meritevoli o “risvegliati”. Detto questo, godiamoci l’ultimo sole, perché tanto alla prima pioggia, dovremo arrenderci al ritorno dell’autunno. Ed il bicchiere mezzo vuoto? E se invece chiedessimo al cameriere tanto gentile di riempirlo (il bicchiere) fino all’orlo di buona birra italiana? Per un brindisi all’ottimismo, ad un pizzico di ottimismo alla teramana, classico, caloroso e fraterno, forte e gentile.
Venerdì 12 febbraio 2010 - 18:23
Tutto il mondo è paese, ma questo è troppo paese
Un fortuito incontro con un ex questore di Teramo, uno che di acqua passare sotto i ponti ne ha vista tanta, è stato illuminante. E’ stato di breve durata ma assai ricco di contenuti sui quali si deve riflettere per cercare di capire ancora la realtà che ci appartiene. E per la quale comunque dobbiamo continuare a batterci per renderla comunque migliore. Eccone il resoconto del breve incontro. Signor Questore intanto la trovo in grande forma. . Come vanno le cose? . E Teramo come l’ha trovata? . Parola di Questore.Non c’è da discutere. Teramo è in mano alle minoranze, ai comitati, a quelli che decidono alla faccia della maggioranza. D’altra parte si definisce minoranza un Gruppo sociale subordinato che non costituisce una realtà politicamente dominante in una data società. Dalle nostre parti però accade l’esatto contrario. Le minoranze in barba al rispetto della maggioranza dettano legge e vanno avanti a colpi di ricorsi al Tar. Che è una vecchia storia. Al Tar va il genitore che ha visto bocciato il figlio, al Tar va il comitato per bloccare l’uscita di una superstrada, al Tar va chi se le può permettere. Ma intanto si perde tempo, i lavori pubblici vengono regolarmente bloccati e la maggioranza resta in attesa. Attese snervanti, attese lunghe che fanno precipitare le cose per cui tutto resta immobile e si aspetta. Che passi la nottata. A proposito ricordate che disse il Governatore d’Abruzzo il giorno del discorso inaugurale del suo mandato a l’Aquila? "Non ho dormito questa notte, e ho ascoltato Bach". Ma proprio con Chiodi alla Regione, con Catarra alla Provincia e con Brucchi al Comune (tutti della stessa colorazione politica) il teramano normale si sarebbe aspettato un salto in avanti da parte della realtà locale. Un salto verso il futuro, un salto verso il nuovo. Ma voltandoci indietro troviamo ancora molte opere non definite. Siamo a metà del guado, siamo come sostiene qualcuno in mezzo ad una strada nel senso letterale perché proprio la circolazione teramana è rimasta quella di tanti anni fa. Stesse strada, in verità sono aumentate le rotondo che alcune non è che abbiamo risolto del tutto le problematiche ad esse legate. Insomma anche il nuovo anno che prosegue inesorabile non ci ha portato grosse, grossissime novità. E’ vero che intanto il parcheggio privato di Piazza Dante è stato inaugurato (occasione, già importantissima per il contributo che darà alla soluzione di alcuni tra i problemi di traffico di quell’area della nostra città, anche in previsione dell’apertura degli svincoli del Lotto Zero). Ma il resto no. E su quel resto che poggia il futuro sul quale incombe la minoranza che è pronta a bloccare ancora la maggioranza. Se non si interrompe questo circolo vizioso Teramo continuerà ad essere la terra dei pastori. Per la serie “tutto il mondo è paese, ma questo è troppo paese”.