CRONACA

Giovedì 29 luglio 2010

Cialente: «L'Aquila non è Kabul, non ci servono truppe d'occupazione»

Il sindaco attacca Berlusconi che annuncia il ritorno della Protezione civile nella gestione della ricostruzione post-terremoto

L'AQUILA - "Accusare gli enti locali di non essere capaci di affrontare il terremoto è un atto gravissimo: credo che a questo punto emerga un problema di moralità e trasparenza, ma che riguarda anche la democrazia di questo Paese, problema che ho già segnalato al Quirinale". Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente (qui nella foto di www.laquilanuova.org), replica così a Berlusconi che ieri, parlando della ricostruzione, l'ha descritta come una fase che "le istituzioni locali non hanno saputo gestire". Decine di faldoni sul tavolo, con i mandati di pagamento da liquidare a seguito di fatture presentate per la ricostruzione: Cialente ha accolto così i giornalisti nella sede comunale provvisoria, all'indomani dell'annuncio che il governo riprenderà in mano la ricostruzione post sisma. Ed è tornato a denunciare i ritardi nell'arrivo dei fondi. "Questi faldoni - ha spiegato il sindaco - rappresentano 200 milioni di spese da liquidare, soldi della ricostruzione leggera, indennizzi e traslochi, ai quali si aggiungono 32 milioni dell'autonoma sistemazione, parte dei quali anticipati dal Comune. Ci hanno abbandonati - ha aggiunto -. Dopo la gestione della Protezione Civile che aveva 400 persone a pieno servizio, la Sge, Struttura per la Gestione dell'Emergenza, ha personale dimezzato e non ci sono fondi". "L'Aquila non è Kabul, non abbiamo bisogno di truppe di occupazione". Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, critica aspramente l'ipotesi di un ritorno della Protezione Civile nella gestione della fase di ricostruzione post-sisma. "L'eventuale ritorno del Dipartimento - ha spiegato - rappresenterebbe un problema serio, del resto, io sono sicuro che lo stesso Guido Bertolaso non sia contento delle affermazioni del premier". "E' possibile - ha proseguito Cialente - che dopo le botte di inizio luglio a Roma, i fondi comincino ad arrivare e adesso, a fronte di mesi di difficoltà economiche, il governo sia pronto a una nuova passerella mediatica sulle spalle degli aquilani. Una delle cose più gravi - ha aggiunto Cialente - è l'affermazione di Bertolaso, il quale ha detto che i fondi bisogna saperli chiedere: ma cosa dovrei fare, andare in giro con un piattino e far finta di allattare?". "Ci siamo trovati in forte difficoltà - ha detto ancora il primo cittadino dell'Aquila - a causa dei debiti lasciati dalla Protezione civile. Non per colpa del Dipartimento, ma a causa della carenza di fondi provenienti dallo Stato".

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