POLITICA

Venerdì 30 luglio 2010

Sanità: L'Abruzzo promosso al tavolo di monitoraggio

Chiodi: "Il buco di 101 milioni da attribuire al passato". Bocciato il Piano di rientro dai consiglieri Ruffini e Di Luca (Pd): "Privo di scelte strategiche, ospedali di periferia senza una mission"
TERAMO – Valutazione positiva ha espresso sul Programma Operativo 2010 il tavolo di monitoraggio dei ministeri dell'Economia e della Salute in particolare, nella valutazione dei bisogni ospedalieri e sulla riconversione di alcune strutture. Il parere favorevole nello specifico ha riguardato tre documenti: il programma operativo 2010, il documento sulla stima del fabbisogno e il documento sulle riconversioni, riconoscendo il percorso virtuoso di risanamento della Regione Abruzzo. Il tavolo in relazione al buco dei 101 milioni di euro sulla sanità, ha anche confermato che la cifra risulta "da una mancata copertura del debito che sarebbe dovuta avvenire nel 2007 con le entrate fiscali e non con l'alienazione di immobili". "Questo risultato - ha commentato il presidente della Regione, Gianni Chiodi - rappresenta oggi una tappa fondamentale perché conferma l'impegno profuso da questa amministrazione che si sta prodigando per offrire a costi sostenibili un servizio sanitario di elevata qualità per tutti i cittadini abruzzesi". In seguito agli incontri delle scorse settimane con i Ministeri, la Regione Abruzzo, infatti, aveva ritenuto opportuno apportare alcune modifiche alle azioni già programmate. Nello specifico si è deciso, in primo luogo, di definire il cronoprogramma di riconversione di alcune strutture della rete che non soddisfano i criteri di qualità del servizio erogato in "presidi territoriali" aperti 24 ore al giorno. Quest'azione comporta che per le strutture di piccole dimensioni individuate si potenzino le attività di accoglienza e primo soccorso mentre le attività a maggiore specializzazione vengano concentrate nei presidi più adeguati. "In questo modo - ha spiegato il presidente Chiodi - il cittadino potrà continuare a disporre di servizi ordinari sotto casa 24h/24h e, in caso di necessità, potrà rivolgersi a strutture ospedaliere più specializzate". In secondo luogo, si è inteso stabilizzare il personale precario in servizio prediligendo i contratti a tempo indeterminato a quelli a tempo determinato per evitare continui cambi di personale che rischiano di avere effetti sulla qualità del servizio.Il Pd regionale torna invece a bocciare il Piano operativo. “Non fa una scelta concreta e non assegna agli ospedali di periferia una loro mission” è il giudizio formulato sul documento dai consiglieri Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca intervenuti in una nota per stigmatizzare le scelte della Giunta sulla Sanità in particolare per le realtà di Teramo e Sant’Omero. “Neanche un Consiglio regionale straordinario ed una commissione straordinaria con i sindaci dei comitati ristretti ha fatto cambiare idea al presidente Chiodi sul riordino della sanità - dice Ruffini – inoltre l'intervento in commissione del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi in qualità di presidente del Comitato ristretto dei sindaci ha confermato due aspetti evidenziati da tempo dal Pd: la provincia di Teramo non è affatto privilegiata dal piano e per l’ingresso del privato nel presidio di Sant’Omero, Chiodi ha il benestare dei sindaci Brucchi e Pompizi”. “Per salvare i piccoli presidi – dichiarano ancora Ruffini e di Luca - Chiodi e Venturoni devono calare sul territorio un progetto di sviluppo che assegni loro almeno una specializzazione. Senza un ruolo, questi ospedali produrranno solo insicurezza nel cittadino e faranno lievitare la mobilità passiva”
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