I cattolici tradizionalisti a Civitella Del Tronto

TERAMO – Un evento decisamente singolare ma di rilievo, da ieri è in corso a Civitella del Tronto: il Convegno dall’eloquente titolo: "I pericoli per l’Europa: Islamismo, Laicismo, Ecumenismo" al quale interverranno i pilastri del Tradizionalismo Cattolico, nostalgici del primato religioso del cattolicesimo orientati politicamente a destra. Alcuni nomi, tra i tanti: Don Giorgio Maffei, che da Rimini si opera in difesa della Santa Tradizione cattolica ed ha pubblicato: Il sacrilegio della comunione sulla mano, La setta carismatica; Abbondio dal Bon segretario del comitato Principe Eugenio per la salvaguardia della cattolicità italiana e contro l’islamizzazione e l’espianto dei popoli, relatore nel convegno commemorativo “Attualità di San PIO V: il Papa di Lepanto”; Alessandro Gnocchi, Giornalista, Caporedattore centrale di Gente, attualmente collabora con le riviste Studi Cattolici, Cammino, Il Timone e Storia Illustrata, oltre a dirigere il mensile Processo alla Storia. si occupa delle tematiche religiose nella letteratura moderna e contemporanea ed è il maggior studioso dell’opera di Giovannino Guareschi con la pubblicazione “Don Camillo, il Vangelo dei semplici” Scrive anche di attualità religiosa, con “Catholic Pride. La fede e l’orgoglio” e “Contro il logorio del laicismo moderno”. Per Fede & Cultura ha scritto il romanzo “Liberaci dal male”.
Il programma è densissimo e prevede, oltre alle relazioni, la messa Tridentina nella mattinata di sabato, mentre domenica ci sarà una solenne processione con la presenza del principe Francesco Ruspoli Gran Maestro del Sacro Ospizio della Curia Romana, il più alto titolo dei camerieri segreti di Spada e Cappa della Corte Pontificia, il baluardo inespugnabile della cristianità. Non sarà un raduno di gattopardi massonici, poiché l’argomento è attualissimo e tratterà argomenti teologici, filosofici e politici per scongiurare una cristianizzazione culturale della nostra società, sulla scia del “motu proprio” di Benedetto XVI che ripropone l’uso del rito preconciliare e del messale pre-Montiniano. Dunque, anche l’ambientazione è decisamente appropriata: Civitella del Tronto, dove l’ultima fortezza dei cattolicissimi Borboni cede il passo alla soglia dello Stato Pontificio.  

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