D'Agostino non ci sta

TERAMO Non piace, al Presidente della Provincia di Teramo, Ernino D'Agostino, la scelta di un altro Presidente, il Governatore d'Abruzzo Ottaviano Del Turco, di finanziare una sola opera infrastrutturale per provincia. La proposta di Del Turco, relativa a opere finanziabili con fondi Cipe per il 2006, andrebbe modificata, secondo una nota dell'ufficio stampa della Provincia di Teramo, individuando più opere per ogni provincia. In una lettera a Del Turco D'Agostino chiede che si rivedano i criteri di ripartizione, attraverso la concertazione, per opere che siano “rispondenti al perseguimento di forte impatto sullo sviluppo”. Ciò che D'Agostino respinge è l'adozione del criterio di scelta riferito al numero di abitanti e all'estensione del territorio e chiede che siano presi in considerazione ”la disponibilità dei progetti cantierabili” e “le positive esperienze di programmazione negoziata, come ad esempio i Patti Territoriali per la promozione dello sviluppo locale”. Il Presidente della Provincia di Teramo ricorda inoltre al Governatore che “le migliori energie della società teramana attendono dalla Giunta regionale segnali forti”. Come se non bastasse (considerare criteri di scelta le esperienze positive anziché i numeri alti la dice lunga sulla posizione di D'Agostino rispetto alle altre province) il Presidente di Teramo lancia un monito esplicito alla Giunta nel momento in cui dice: “le migliori energie della società teramana attendono dalla Giunta regionale segnali forti che dimostrino la volontà di puntare sulla crescita di una provincia caratterizzata da un forte dinamismo imprenditoriale e storicamente penalizzata, purtroppo, da un grave deficit infrastrutturale”. In pratica dice alla maggioranza a cui appartiene e per cui si è impegnato al momento delle elezioni: ”Attenzione, dopo avere visto lo spauracchio della provincia di Teramo ridotta a cenerentola d'Abruzzo per tanti anni, oggi ci siamo. Teramo non conta più sul tavolo delle trattative regionali e la Giunta ci dimentica. Come garantire governabilità del territorio se allo stesso non si danno risposte in termini di investimento? E come raccogliere la conferma dei consensi?” (f. sca. )

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