Agroalimentare: la provincia punta sul distretto

Segnali contrastanti per il settore agroalimentare in provincia di Teramo. In un comunicato stampa la Provincia annuncia un investimento di più di 100mila euro per uno studio di fattibilità del distretto agroalimentare, per il quale esiste già un accordo di massima con la Regione Abruzzo. Regione che, rappresentata dall'assessore al ramo Marco Verticelli, a Teramo, tra due giorni, si impegnerà ulteriormente sul distretto nel corso di una riunione dell'osservatorio provinciale per l'occupazione e lo sviluppo. A convocare la riunione (unico punto all'ordine del giorno proprio il distretto) è stato il presidente della Provincia Ernino D'Agostino, che l'argomento ce l'ha fra i suoi obiettivi programmatici. In attesa dell'incontro teramano Verticelli, proprio in queste ore, è a Torino, al Salone del gusto, dove quest'anno Teramo è presente in maniera sontuosa (basti pensare all'appuntamento per la Panarda di domenica prossima: c'è il tutto esaurito nelle prenotazioni da diverse settimane). Ma allora il settore è in buona salute. Il Presidente D'Agostino e l'assessore Verticelli pare la pensino cos_, viste le decisioni. Non solo: D'Agostino ha dichiarato che il settore agroalimentare industriale è in crescita nonostante le generali difficoltà congiunturali, che 'rappresenta una leva particolarmente strategica per la nostra provincia, dove si concentrano realtà molto significative'. D'Agostino poi spiega la necessità di coinvolgere in un'ampia progettualità anche istituti di ricerca come lo Zooprofilattico e l'Università e sciorina concetti quali: sviluppo agroalimentare e rurale, sicurezza alimentare, strategia della qualità, sviluppo sostenibile. Aggiunge che questi concetti 'possono vivere solo in una logica di sistema e di filiera. Un obiettivo che si può raggiungere con il distretto'. Come non essere d'accordo con il Presidente D'Agostino? Come non apprezzare e condividire le posizioni moderne e di sostegno dell'assessore Verticelli? Come non domandarsi:'Ma allora, Amadori, perchè licenzia'? Possibile che la All. Coop, società del gruppo con 400 dipendenti a Mosciano, come ci ricorda proprio l'ufifcio stampa della Provincia, non 'senta ragioni' sindacali e politiche, tanto che è stato necessario rinviare di nuovo l'argomento al 14 novembre, sempre in Provincia? La Amadori, evidentemente, denuncia un disagio, che non ha necessariamente e direttamente a che fare con il contingente economico ma piuttosto con la disattenzione politico/amministrativa. Forse un momento di sintesi tra i distretti agroalimentari, i saloni del gusto e i livelli occupazionali andrebbe trovato, altrimenti le contraddizioni che oggi si registrano più che altro sul piano della comunicazione si riveleranno anche nei contenuti per quel che sono: atteggiamenti schizofrenici di una società convinta di percorrere una strada mentre ne ha inesorabilmente imboccata un'altra.

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