Sanità : l'infiltrazione mafiosa è più che rischio

'La sanità è postazione privilegiata del sistema mafioso'. E' la sintesi di quanto emerge dallo studio condotto dall'Alto commissario anticorruzione, Gianfranco Tatozzi. Il dossier, sulle infiltrazioni nella Pubblica amministrazione della criminalità organizzata, evidenzia che la possibilità di infiltrazione si registra in vari casi: gestione dei fondi, assunzioni di affiliati alla mafia nelle strutture sanitarie, gestione di appalti di servizi. La Campania è la prima regione ad avere avuto al prima Asl sciolta per infiltrazione camorristica (la Napoli 4 di Pomigliano d'Arco), ma la Calabria presenta anch'essa una situazione critica per la capacità della 'Ndrangheta di infiltrarsi nella collettività e la sua 'istituzionalizzazione' è forte. In Sicilia, nonostante i successi dello Stato contro la Mafia, il 'modello Provenzano' (azione silente ma forte di una fitta rete di rapporti) persiste. Secondo lo studio dell'Alto commissario 'il settore della sanità non è sfuggito alla logica perversa e dirompente della criminalità organizzata', dunque. Ne costituisce, per alcuni versi, una postazione privilegiata da cui poter osservare lo sviluppo del sistema mafioso, la 'sua espansione dal mondo rurale alla borghesia mafiosa delle professioni'. Il suo nuovo insinuarsi e radicarsi nella società, prima adeguandosi e poi distorcendo a proprio favore lo sviluppo economico, costituisce un comportamento agghiacciante (da 'Doctor News').  Questo insinuarsi è sostenuto da azioni a cui in molti, quotidianamente, forse inconsapevolmente, contribuiscono con 'piccoli illeciti' che aiutano a rafforzare l'humus mafioso. L'illecito è il primo (piccolo o grande purtroppo non fa differenza) passo utile alla criminalità organizzata per insediarsi e istituzionalizzarsi e nella sanità, dove circolano più servizi, più soldi e più bisogni, è facile.  Bisognerà essere attenti: pensare sempre e solo che Campania, Calabria e Sicilia siano zone ormai bollate e forse condannate, può essere un grave errore di superficialità e disattenzione. L'Alto commissariato ci indica che la guardia non va abbassata. In nessuna regione, in nessuna Asl.

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