Giuseppe Caporale, un uomo, uno scienziato

TERAMO  Se in Italia l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise «G. Caporale» è stato ed è una realtà d'avanguardia tecnica e culturale della veterinaria italiana, lo si deve a Giuseppe Caporale (19161976), animatore della costruzione della nuova sede.  Sotto la sua direzione, già dal 1946, Teramo _ che formerà le figure di primo piano della veterinaria nazionale della seconda metà del XX secolo diverrà una delle roccaforti della diffusione della fecondazione artificiale animale come strumento sia di lotta all'ipofecondità di natura infettiva sia di efficiente miglioramento genetico.  Grazie alla sua lungimiranza, l'IZS A&M organizzerà il primo ambulatorio specializzato nella cura dei piccoli animali del centrosud, produrrà il primo vaccino italiano contro il cimurro e l'epatite infettiva del cane, avvierà il primo laboratorio di chimica degli Istituti Zooprofilattici per l'analisi degli alimenti per gli animali prima e per gli alimenti destinati all'uomo poi, fonderà la rivista Veterinaria Italiana, per oltre 30 anni voce scientifica degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali d'Italia.  Un'impronta decisiva sulla politica veterinaria pubblica del nostro Paese, il professor Giuseppe Caporale la lasciò nello sviluppo della moderna zootecnia italiana: credette nella profilassi obbligatoria alle grandi epidemie animali a totale carico dello Stato, gestita dai Servizi Veterinari Pubblici, con vaccini prodotti a prezzi controllati dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Ebbe ragione, perché in pochi anni le grandi malattie animali furono debellate, a vantaggio dello sviluppo del mercato degli allevamenti.  Come lottò per imporre la realtà di una veterinaria ancorata alla sanità pubblica, allo stesso modo credette fortemente che una pace duratura fosse possibile soltanto attraverso costanti ed equi rapporti economici: fu membro della prima delegazione italiana presente in Russia, nei primi anni '60, e nella Cina di Mao, nel decennio successivo, per avviare una grande stagione di scambi con le grandi potenze. Fondamentale fu il suo contributo delle sue visite in Sud America per favorire l'esportazione di carne bovine verso l'Italia in espansione. Mor_ a Teramo, nell'aprile 1976, a soli 59 anni, mentre era impegnato a contribuire ancora una volta allo sviluppo della sua città, attraverso la realizzazione di grandi opere pubbliche come l'ospedale. A trent'anni dalla scomparsa, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise e la città di Teramo vgli ha reso il giusto e doveroso omaggio in una celebrazione che si è tenuta il 14 dicembre nella Sala polifunzionale della Provincia, a Teramo.

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