Federfarma contro "gli allarmismi"

TERAMO  La situazione in Abruzzo ed in provincia di Teramo per l'anno 2006 sarebbe “più rosea” rispetto a molte altre Regioni. A fronte di una spesa farmaceutica media fissata intorno al 13. 0% la situazione reale parla di uno sforamento di appena lo 0. 6% per una spesa complessiva di 13. 6% che evidenzia come la Regione Abruzzo abbia realizzato tra il 2001 ed il 2006 il più basso incremento d'Italia nella spesa farmaceutica.  Lo afferma in una nota Federfarma Teramo che spiega:'Considerando quindi queste cifre viene da chiedersi da dove vengano certi allarmismi e certe richieste di 'soluzioni drastiche' contro le farmacie, troppo spesso messe alla pubblica gogna'.  La nota annuncia che la prossima settimana ci sarà un nuovo incontro con l'assessorato alla sanità 'per cercare di risolvere, nella migliore maniera possibile, i problemi legati alla distribuzione diretta di alcune categorie di farmaci che, con la delibera dello scorso ottobre, possono essere distribuiti gratuitamente solo all'interno delle farmacie ospedaliere'.  La situazione nazionale e locale, dunque, secondo Federfama, è decisamente migliore di quel che sin qui è apparso. Per dimostrarlo la nota riporta alcuni dati del Ministero della salute relativi all'incremento delle spese del Servizio Sanitario Nazionale dal 2002 al 2005. 'Gli incrementi presenti sono chiarissimi e dimostrano come ci sia una strumentalizzazione inspiegabile e costante delle notizie di un presunto aumento della spesa farmaceutica' insiste Federfarma. In quattro anni (20022005 appunto) l'incremento della spesa per le medicine mutuabili (cioè a carico del Sistema Sanitario Nazionale e regionale) sarebbe stato dell' 1. 2% 'mentre, ad esempio, ci sono stati aumenti vertiginosi in altri comparti come Medicina Generale (+21. 4%), Specialistica Convenzionata (+23. 2%) e Beni e Servizi (+40. 1%)'. La nota conclude con una riflessione:'a questo punto viene da chiedersi se questi 'benedetti' tagli, utili a riportare ad una più virtuosa gestione l'intero comparto sanitario, non sarebbe il caso di farli su altre spese che hanno subito aumenti ben più corposi'.    

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