Bombe a Guzzanti, cade il segreto sugli atti

TERAMO Non c'è obbligo del segreto istruttorio per gli investigatori della squadra mobile di Napoli che hanno indagato su Mario Scaramella, l'ex consulente della Commissione Mitrokhin al centro della spy story sul presunto attentato al presidente della commissione stessa, Paolo Guzzanti. Lo ha comunicato la Procura di Roma al tribunale di Teramo, dinanzi al quale è in corso il processo ai quattro cittadini ucraini arrestati nell'ottobre del 2005 perchè sorpresi con armi da guerra che sarebbero dovute servire per quell'attentato. Il presidente del collegio giudicante, in apertura di udienza oggi, ha cos_ disposto la convocazione dei dirigenti della squadra mobile di Napoli, Giusti e Manserra, perchè tornino a deporre sugli eventuali collegamenti tra l'inchiesta napoletana poi finita a Roma per competenza e sfociata nell'arresto di Scaramella e quella teramana di cui adesso è processo. Ha inoltre disposto l'acquisizione dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Roma nei confronti dello stesso Scaramella. L'udienza è stata cos_ aggiornata al prossimo 20 febbraio. In quella data si prenderà anche visione del tabulato telefonico relativo alle chiamate dal cellulare di uno dei quattro imputati: la perizia, oltre a individuare i numeri telefonici fino a ieri criptati, avrebbe anche confermato che l'ucraino ha effettuato chiamate anche dopo l'arresto, dall'interno della cella di sicurezza della questura di Teramo.

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