"Il Messaggero non chiude, riorganizza"

TERAMO 'Non ci sarà nessun ridimensionamento, bens_ una ridistribuzione territoriale del personale, legata ai giornalisti e non alle vendite'. Claudio Fazzi, il caposervizio della redazione di Teramo del Messaggero, interviene a dissipare i dubbi e anche le maldicenze che da mesi caratterizzano i discorsi attorno a un ipotetico piano di riorganizzazione delle redazioni abruzzesi del quotidiano romano. 'Si è parlato e scritto anche a sproposito su cosa farà il direttore del nostro giornale ha detto Fazzi soprattutto su una probabile chiusura della redazione di Teramo, del licenziamento di redattori, di collaboratori che diventeranno disoccupati. Niente di tutto ciò. Il direttore ha presentato, nei mesi scorsi, al Comitato di redazione, un piano di redistribuzione del personale, dopo aver considerato che negli ultimi anni siamo passati da 24 a 12 redattori e da 3 a 2 parttime, distributi in 4 redazioni in ciascuno dei capoluoghi. E' ovvio che i colleghi non sono in grado di reggere più i carichi di lavoro, con corte e ferire saltate. Se si farà, il piano prevede un potenziamento di due poli redazionali, presumibilmente all'Aquila e a Pescara, per ovvi motivi geopolitici. Teramo in questo caso, aumenterebbe la foliazione e i collaboratori sarebero contrattualizzati, ma non solo: è allo studio la possibilità di organizzare un terzo polo redazionale nel quadrilatero TeramoAscoliSan BenedettoGiulianova, con coordinamento dalla nostra redazione. Voglio sottolineare e ribadire che si tratta di un piano che non è assolutamente legato alle vendite perchè ad esempio Teramo e San Benedetto hanno seguito negli ultimi mesi un trend di vendite e di raccolta di pubbliciatà in costante aumento, che ha permesso loro di superare i diretti concorrenti sulle rispettive piazze'.

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