Ex manicomio: trafugato il quadro di Sant'Antonio Abate

TERAMO Quando si dice “fatta la festa, fregato lo santo”, si fa un'ironica metafora, ma c'è un episodio che può essere raccontato proprio cos_. Infatti, festeggiato Sant'Antonio Abate il 17 gennaio scorso, si scopre che la tela che fin dal Settecento ha adornato la cappellina della chiesa annessa all'ospedale psichiatrico, è stata trafugata. Al suo posto una scala, utilizzata per l'azione, che i ladri non si sono nemmeno preoccupati di spostare, lasciandola l_ come uno schiaffo e come un oltraggio. Il furto è stato scoperto da Teramo Nostra, proprio nel giorno dell'anniversario del Santo. Denunciato alla ASL, proprietaria del bene, non si è potuto far altro che constatare la scomparsa, senza nemmeno ipotizzare il periodo preciso in cui è avvenuto il furto, visto che da mesi nessuno era più entrato nel luogo. La tela, di grande valore affettivo per la città, è di incerta attribuzione. Essa raffigura Sant'Antonio morente assistito da un angelo ed è di considerevoli dimensioni: 3 metri per 2, 50. Con ogni probabilità si tratta di un'opera settecentesca di scuola Napoletana. Il furto lascia aperti alcuni interrogativi. Chi è entrato nella chiesetta probabilmente conosceva bene il luogo, visto che non risultano scassi o porte divelte ed ha potuto addirittura utilizzare la scala che potrebbe essere stata presa anche all'interno dello stesso stabile. La cappellina del manicomio in particolare, ma tutta l'intera struttura, hanno già subito in passato furti e sfregi. Una statua del santo che le dà il nome era stata deturpata e alcune parti, compreso il bastone, asportate; la via crucis, invece, era stata completamente portata via ma, forse a causa del suo non eccelso valore artistico, probabilmente chi l'aveva rubata se ne era disfatto in maniera grossolana, tant'è che una delle stazioni era stata poi ritrovata sul greto del Tordino. Le domande sul come e quando sia avvenuto il furto, non nascondono il ruolo di chi avrebbe dovuto tutelare adeguatamente e con più cura, se non con devozione un bene che, sia per ragioni economiche, sia per il significato emozionale, rappresentava un patrimonio della città.

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