Progetto pilota sulle nuove povertà 

TERAMO  Attraverso questo progetto sono stati reinseriti nel mondo del lavoro 97 persone a rischio di “esclusione sociale”; soggetti che per motivi di salute, disoccupazione, disagio personale e familiare vivevano in una situazione di marginalità. Un modo innovativo per intervenire sulle nuove povertà che ha visto il coinvolgimento dei servizi sociali dei tre Comuni interessati, dei Centri per l'impiego della Provincia, della cooperativa sociale COS.

I risultati del progetto
Sui 122 intestatari di scheda di richiesta di sostegno, solo in 30 casi sono stati avviati interventi sul singolo, mentre in tutti i restanti casi si è intervenuti sul nucleo familiare, sull' attivazione di servizi sanitari, sul percorso di inserimento lavorativo.
Sono emerse le seguenti condizioni.
·  Chi maggiormente ha difficoltà ad esprimere competenze tende ad affermare ad essere disposto ad effettuare qualsiasi “Lavoro”.
·  Rispetto a ciò al 90% dei casi si verificano dei “fallimenti” nella prima settimana lavorativa.
·  Gli inserimenti lavorativi degli utenti che non lavoravano da più di 12 mesi hanno richiesto un avviamento graduale, con orari ridotti e con un organizzazione accogliente e poco direttiva.
·  Tutti gli avviamenti lavorativi effettuati hanno avuto un supporto psicologico al fine di sostenere l'impatto con l'ambiente.
Alla scheda di gradimento hanno risposto, il 70% in maniera positiva ma con una grande preoccupazione per la continuità dell'intervento; il 10% definisce l'intervento troppo poco incidente sui bisogni economici, avrebbero auspicato a maggior contributi e minor coinvolgimento personale.  Il 5% insoddisfatto dal punto di vista economico con una difficoltà ad aderire a progetti personalizzati ed essere avvitai a percorsi di cambiamento; il restante 15 % esprime bisogni di un accompagnamento maggiormente incidente sulla propria condizione psicosociale. Rispetto a questa ultima fascia, si è evidenziato un bisogno di rafforzamento con la rete dei servizi territoriale nello specifico del SERT e del DSM.
I processi di cambiamento
Gli utenti avviati con contratti ultra semestrali all'attività lavorativa con la coop. Di Tipo “B” per l'80% hanno risposto positivamente aderendo al progetto personalizzato e diminuendo le richieste di sostegno economico al 90%. Si è riscontrato inoltre che nel 90% dei casi si è reso visibile un miglioramento della cura della persona e delle relazioni nell'ambiente di provenienza, una maggior consapevolezza delle proprie competenze lavorative, un atteggiamento più empatico e di fiducia nei confronti delle Istituzioni, un miglioramento nella conduzione e nella cura della casa. Un minor accesso ai servizi sanitari.
C'è da sottolineare che gli utenti con difficoltà psichiatriche inseriti nella cooperativa di tipo “B” vengono seguite sia da un psicoterapeuta che da un'operatrice esperta in riabilitazione psichiatrica.
E' stato rilevato il gradimento al 100% delle famiglie, ma solo il 60% è disponibile ad una partecipazione più attiva al programma.
Gli utenti non avviati alle attività lavorative in quanto portatori di difficoltà sociopsicologiche più complesse, nel 50% dei casi hanno accettato di entrare in un “Programma di Recupero”, per il momento solo avviato, ma la riflessione è che comunque si è spostato l'asse dell'attenzione da: <Il problema è economico a, il problema è rispetto alla mia persona'.

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