Banca d'Italia: il Sindaco invita le istituzioni ad iniziative congiunte

TERAMO Il Sindaco di Teramo Gianni Chiodi, scrive alle istituzioni teramane _ Presidente della Provincia e Sindaci per promuovere azioni congiunte e scongiurare la chiusura della sede teramana della Banca d'Italia. E il Primo Cittadino invita anche il Prefetto a farsi latore presso gli organi centrali della Banca D'Italia per garantire la permanenza nel nostro territorio dell'Ufficio di Vigilanza e Studi Economici dell'Istituto Centrale. L'intervento del Sindaco Chiodi giunge quando le notizie sul riassetto organizzativo della Banca D'Italia confermerebbero la prospettiva del ridimensionamento della sede di Teramo. Raccogliendo in tal modo le istanze a lui avanzate dai lavoratori della Banca e facendosi interprete delle esigenze dell'intera collettività e del mondo economico ed imprenditoriale, il Sindaco Chiodi chiama tutte le istituzioni a compattarsi, per dar luogo da una azione forte e collegiale. Il Sindaco ricorda la consistenza del sistema bancario teramano, il più significativo d'Abruzzo, e cita i 173 sportelli e 5 istituti in provincia, di cui 4 di Credito Cooperativo, oltre a due Finanziarie. In questo quadro Chiodi sottolinea il ruolo assunto dalla Banca d'Italia che ha favortito la crescita economica, culturale e imprenditoriale del territorio e che se venisse meno potrebbe causare la perdita di fiducia dei mercati e avere ripercussioni negative per l'economia teramana.        L'ulteriore spoliazione di un servizio strategico per il territorio, conclude il Sindaco, costituirebbe un serio danno e potrebbe compromettere il “processo di sviluppo che si sta oggi compiendo attraverso politiche che mirano al recupero progressivo della competitività”.

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