Chiodi scrive ai sindaci

TERAMO Salviamo la sede della Banca d'Italia. E' il senso della lettera che il sindaco di Teramo, Gianni Chiodi, ha inviato agli altri primi cittadini della provincia di Teramo. Chiodi, con grande senso istituzionale, si fa promotore di un gruppo di difesa di una delle poche strutture rimaste nel capoluogo. Pubblichiamo il testo della lettera.
Egregio collega,
ritengo dover inviare la presente a tutti i sindaci del territorio provinciale per focalizzare l'attenzione su una eventualità che si prospetta sempre più probabile e nei confronti della quale appare necessario intraprendere congiuntamente tutte le iniziative opportune per contrastarla.
Mi riferisco al disegno di riorganizzazione della Banca D'Italia e alla riconfigurazione della struttura centrale e periferica dell'Istituto, all'interno della quale sembra previsto il ridimensionamento, se non addirittura la chiusura, della sede di Teramo.  
Dalle informazioni in mio possesso, parrebbe emergere l'intenzione di chiudere le filiali con competenza provinciale potenziando una sede per ciascuna regione. Nel nostro caso, l'indirizzo verso il quale i vertici dell'Istituto Centrale paiono orientati, sarebbe quello di confermare la sede dell'Aquila in quanto capoluogo di Regione.
Alla luce di ciò, ritengo sia il caso di adoperarsi congiuntamente, coinvolgendo in tale mobilitazione tutte le forze istituzionali del territorio, affinché la città di Teramo possa conservare la sede della Banca d'Italia.
La mobilitazione trova giustificazione non in una mera rivendicazione campanilistica ma in dati concreti:  la struttura del sistema bancario e finanziario nelle province abruzzesi vede infatti Teramo al primo posto per la presenza di banche: sono 173 gli sportelli bancari e 5 le banche con sede in provincia, di cui 4 di Credito Cooperativo, oltre a 2 Finanziarie. Questa concentrazione è stata indispensabile per il raggiungimento di una dimensione economica efficiente ed ha consentito la nascita ed il consolidamento dell'imprenditoria, ma anche la produzione di capitale sociale, di cultura e di iniziative tese a valorizzare il patrimonio identitario della nostra provincia.
Il ruolo assunto dalla Banca d'Italia in questo quadro è stato fondamentale, grazie al prezioso servizio di controllo e vigilanza assicurato negli anni.
Ora, tutti i progressi e le certezze fin qui ottenuti non possono subire un arresto: i mercati hanno bisogno di fiducia, le economie progrediscono quando si muovono in un sistema di obiettivi credibili. Non va dimenticato che il nostro territorio, sebbene caratterizzato da una vivace dinamica evolutiva, ha incontrato negli anni difficoltà sia di natura strutturale che strategiche derivanti dalla graduale spoliazione di funzioni e servizi di pubblica utilità, e tutto ciò ha rallentato quel processo di sviluppo che invece sta oggi ritrovando dinamismo attraverso politiche di governo che mirano al recupero della competitività.
Ecco la ragione della presente: sollecitare le forze istituzionali a trovare le modalità, gli strumenti, le formule per dar luogo ad azioni congiunte, per mezzo delle quali rappresentare con autorevolezza e convinzione le ragioni che contrastano con l'ipotesi ventilata e che invece possano stimolare i vertici dell'Istituto centrale a considerare la candidatura della Città di Teramo per ospitare la sede regionale della Banca d'Italia o quantomeno a mantenere a Teramo, e quindi nella provincia, i servizi di Vigilanza e Studi Economici.
Sarei onorato di poter approfondire le motivazioni e i termini della vicenda in un incontro fissato per Mercoled_ 21 marzo prossimo alle ore 11. 00 nella Sala Consiliare del Municipio di Teramo, con l'autorevole presenza del Prefetto, del Presidente della Provincia e dei Sindaci del territorio. Confidando nella Sua presenza a tale incontro e nel prezioso contributo politico ed istituzionale che vorrà apportare, Le invio i miei più cordiali salutiGianni Chiodi

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