Scaramella accusato anche per le granate di Teramo

TERAMO Adesso Mario Scaramella, l'ex consulente della Commissione Mitrokhin al centro della spy story ItaliaRussiaUcraina è dentro la vicenda teramana fino al collo. La procura di Roma gli ha infatti notificato nella serata di ieri una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere perchè lo accusa di aver introdotto in Italia le due granate da guerra trovate a bordo del furgone fermato a Mosciano Sant'Angelo il 15 ottobre 2005 e sul quale viaggiavano i quattro imputati del processo teramano. Lo si è appreso oggi pomeriggio in apertura dell'udienza del processo che vede imputati i quattro, Vitality Myhachuk, Stefan Kovpac, Volodymyr Stakhurkyy e Cleh Havrushko. Per la giornata di oggi era prevista la discussione tra le parti e quindi la camera di consiglio con la sentenza ma la novità, comunicata dal presidente del tribunale, Giuseppe Antonio Cassano, ha imposto un rinvio del processo. La difesa dei quattro imputati ha infatti chiesto l'acquisizione della nuova ordinanza di custodia cautelare, richiesta alla quale il pubblico ministero Bruno Auriemma di è opposto. Il tribunale ha infine deciso per l'acquisizione dell'atto cautelare e ha disposto la revoca degli arresti domiciliari di tre dei quattro imputati ancora in regime di detenzione (Stakhurkyy era l'unico a piede libero dalla fase preliminare). Il processo è stato aggiornato al 22 maggio prossimo.

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