Il Teramo rompe un digiuno di tre mesi

TERAMO Dopo tre mesi il Teramo rompe l'astinenza da vittoria e supera il Martina (21) in uno scontro che valeva tantissimo alla vigilia. E lo ha fatto grazie a una delle prove migliori di Flo Myrtaj in questo campionato: l'attaccante albanese si è infatti procurato e ha realizzato i due rigori con cui la squadra di Fiorucci ha battuto i pugliesi. Due nei nella giornata vittoriosa: i fischi a Catalano e l'infortunio di Levacovich, la cui sostituzione è stata frutto di un curioso siparietto tra il presidente Malavolta, il diesse Cesaroni e la panchina teramana. Eppure era cominciata male, con un tito della domenica anche se ben eseguito dell'attaccante argentino martinese Cantoro che al 14' ha beffato un non esente da colpe Scarabattola da 35 metri. Il vantaggio ha caricato la squadra di Pensabene e demoralizzato il Teramo ma non Myrtaj che dopo poco più di 20 minuti ha difeso un buon pallone sul fondo, nei pressi dell'area piccola ed è stato atterrato da Mariniello: il rigore è stato trasformato senza tentennamenti (11). E' un Teramo molto diverso quello che cerca con decisione di trovare la rete del vantaggio nei minuti finali del primo tempo: è Gargiulo che cerca con insistenza la realizzazione: dopo una bella cavalcata di Myrtaj (43', tiro deviato in extremis sopra la traversa da Ambrosi) e su tentativo personale un minuto dopo (ancora in angolo su deviazione difficile del portiere). E' la reazione giusta anche alla sfortuna che al 40' ha tolto dal campo Levacovich (sospetto stiramento alla coscia sinistra): al suo posto entra Niscemi, la cui sostituzione è decisa. . dal presidente e dal direttore sportivo che fanno ampi gesti alla panchina, fino a tenere un conciliabolo vicino alla rete, che invece aveva in un primo tempo optato per Capodaglio e poco dopo per Turienzo. La ripresa vede il Teramo ancor più deciso che trova il vantaggio al 10'. Il traversone dalla destra di Margherita scavalca l'area piccola dove Myrtaj nel tentativo di entrare suila palla viene strattonato per la maglietta: rigore ed espulsione (un pò affrettata) di Del Tongo. Il centravanti biancorosso trova l'ottavo centro personale spiazzando Ambrosi e scacciando un incubo (21). Da quel momento il gioco scende di livello, con il Teramo incapce di imbastire trame d'attacco sensate, con un Catalano in evidente difficoltà, e con il Martina arrembante ma sterile nelle conclusioni che preme nonostante l'inferiorità numerica. Il fischio finale di un mediocre De Luca di Macerata arriva liberatorio, preparando i tifosi sugli spalti all'ascolto dei risultati provenienti dagli altri campi del girone.  

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