Di Bartolomeo: la Regione non cura la Sanità 

TERAMO _ Il Consigliere regionale Claudio Di Bartolomeo (foto), batte i pugni contro la Regione per le scelte effettuate in campo di Sanità Pubblica. Il rappresentante teramano dell'Italia di Mezzo ha rappresentato le proprie posizioni alla Commissione Sanità ma, come lui stesso dichiara in una nota, <<sono state rigettate, senza che peraltro se ne desse la benché minima motivazione>>. Di Bartolomeo, sostanzialmente punta il dito su quattro questioni: la costituzione di due nuovi Reparti di endocrinologia, sebbene le linee guida nazionali ma soprattutto la stessa Legge Regionale abruzzese n. 20 del 2006, li abbiano dichiarati di fatto non necessari. Lo smantellamento dell'Unità Operativa di Ematologia che ha erogato prestazioni di alto livello nel campo dei tumori del sangue, evitando in più casi l'esodo di tanti nostri concittadini. La mancata istituzione di un Reparto di Reumatologia, nonostante una recente indagine abbia evidenziato una crescente diffusione delle malattie che ad essa fanno riferimento. E infine, l'accusa più diretta: <<il Governo Regionale Abruzzese ha ignorato completamente una grave ed importante realtà: 'il dolore'. L'inadeguato controllo del dolore, oltre a determinare una inaccettabile sofferenza per il paziente, comporta il prolungamento della degenza, l'aumento delle complicanze e della mortalità nonché un aggravio dei costi sociali>> <<Non parliamo poi del “parto indolore”, prosegue il consigliere teramano realtà già affrontata e risolta in altre regioni ma non nella nostra, dove deve rimanere un tabù>>. Di Bartolomeo conclude augurandosi che possa essere almeno il Consiglio regionale a riconsiderare le scelte operate <<nella direzione di una reale esigenza della popolazione in termini di salute>>.

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