Sicurezza: il testo della lettera del Sindaco al Prefetto

Teramo, 4 Aprile 2007Eccellenza, mi faccio interprete della segnalazioni che sempre più numerose pervengono da cittadini e che denunciano con crescente preoccupazione il verificarsi progressivo di episodi negativi di cui si renderebbero protagonisti gruppi o singoli individui presenti in città. Alle preoccupazioni dei cittadini, aggiungo il verificarsi di episodi riportati dagli organi di informazione inerenti risse, ferimenti ed altri casi analoghi; in particolare mi permetto di rimandarla alla pagina teramana del quotidiano il Tempo dello scorso giovedi 29 marzo, dove appare un articolo dal titolo “Il clan degli albanesi” all'interno del quale, tra le altre, è possibile leggere la seguente testimonianza: “hanno preso possesso di alcune zone della città”. E ancora, mi permetto di girarle due informazioni che sono pervenute in via informale e pertanto da intendere probabilmente come esempi di un clima più generale; la prima è relativa ad un pestaggio che sarebbe avvenuto da parte di quattro extracomunitari nei confronti di un ragazzo teramano “reo” di aver invitato il conducente dell'auto dagli stessi occupata, al rispetto delle strisce pedonali; la seconda, relativa alla presenza di alcuni individui dinanzi alle chiese teramane nel giorno della Domenica delle Palme i quali vendevano con fare talvolta anche irrisorio e ovviamente illecito le palme stesse ai fedeli. Tutto questo, nella diversa e più o meno accentuata gravità, oltre a mettere in luce aspetti inerenti l'incolumità e la sicurezza dei cittadini, attiene ad una questione più generale, direi di carattere sociale. Faccio riferimento all'instaurarsi in città di un clima di insicurezza, che rischia di mutare alla base una condizione di relativa tranquillità e vivibilità di cui Teramo ha da sempre potuto giovarsi. Ritengo che la situazione, pertanto, oltre a generare preoccupazione diffusa e un crescente allarmismo, se non controllata rischia di minare lo stato per certi versi privilegiato della nostra città, quasi isola esemplare di sicurezza e tranquillità. Va detto che le Forze dell'Ordine alle quali demandiamo la cura e la tutela della sicurezza collettiva ed individuale, già svolgono un eccellente lavoro, al punto da rendere tali fenomeni ancora marginali. E' mio dovere, però, girarle le preoccupazioni che i cittadini mi esternano e chiederle pertanto, di farsi interprete presso le stesse forze dell'Ordine di tali istanze. Ciò al fine di favorire tutte le iniziative più energiche, opportune e decise affinché possa essere contrastato il fenomeno ed arginata la diffusione. Gianni Chiodi

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