"Non siamo mostri, rivogliamo il bambino"

PINETO  Respingono tutte le accuse, a partire da quella più grave di tentativo di omicidio, e soprattutto rifiutano l'etichetta di un comportamento da 'mostri' nei confronti del figlio adottivo rumeno i due coniugi di Pineto recentemente rinviati a giudizio dalGup di Teramo, i quali conducono da oltre due anni un'aspra battaglia legale per la riassegnazione del bambino allontanato dal Tribunale dei minori.  I coniugi hanno spiegato la loro posizione sullo spinoso caso in una conferenza stampa assieme al loro legale, Sandro Franciosa. Il caso comincia nel settembre 2004 con un ricovero di tre mesi del bambino prima all'ospedale di Atri e poi al centro pediatrico 'Salesi' di Ancona. I genitori,  accusati di malnutrizione, respingono l'accusa e denunciano medici e assistente sociale, sostenendo che il bambino sia vittima di un male congenito. Il Tribunale dei minori dispone perizie e successivamente ordina l'allontanamento del minore dai genitori adottivi; il bambino viene affidato ad un centro di accoglienza e quindi ad un'altra famiglia.  A nome dei coniugi, l'avvocato ha ribattuto a tutte le accuse che hanno portato al rinvio a giudizio. 'I miei clienti ha detto Franciosa non sono 'mostri', è assurdo parlare di 'tentato omicidio'. Il bambino entrò in coma per un calo ipoglicemico e non per l'esser stato 'massacrato di botte', come pure qualcuno ha scritto. Le ecchimosi imputate a maltrattamenti in realtà erano state causate nel tentativo di intubarlo dentro l'autoambulanza. La malnutrizione non era causata dalla dieta limitata. La battaglia legale è duplice, e mira sia a difendere da un'accusa terribile i genitori, che hanno anche un altro figlio legittimo, sia a consentire loro di poter rivedere il
bambino quanto prima'.  Prossime tappe della vicenda il 5 maggio, data di scadenza del termine per una relazione integrativa dei periti disposta dal Tribunale per verificare le capacità genitoriali della coppia, mentre dal 17 ottobre comincerà il processo davanti al giudice monocratico di Atri.  Il legale ha anche sottolineato che 'il rinvio a giudizio è arrivato praticamente senza discussione: non potendo prendere parte al dibattimento per precedenti impegni professionali ha spiegato avevo presentato un'istanza di legittimo impedimento,
ma il Gup non ha concesso il rinvio dell'udienza. Stiamo verificando se ci siano i presupposti per un'impugnazione'.  A partire dal luglio 2006 i genitori si sono incatenati varie volte in segno di protesta, davanti al Tribunale dei minori ed al Palazzo di giustizia aquilano, l'ultima volta a gennaio in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

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