I killer mandati dalla ex fidanzata

ALBA ADRIATICA  Ci sarebbe la mancata conferma di un impegno di matrimonio con una connazionale dietro il tentativo di omicidio del titolare cinese di un'agenzia di viaggi di Alba Adriatica. E' quanto avrebbero scoperto i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Teramo che stanno indagando sul ferimento dell'imprenditore 40enne rimasto in coma profondo per dieci giorni per le gravissime fratture, conseguenza dell'aggressione a martellate subita nel suo ufficio lo scorso 10 febbraio, da parte di due persone con il volto coperto, anche loro di etnia cinese. Le indagini hanno portato all'identificazione di due cinesi di 41 anni, nei confronti dei quali il gip del tribunale di Teramo ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentativo di omicidio volontario. Finora non è stato possibile eseguire i provvedimenti perchè i due cinesi sono latitanti, molto probabilmente rifugiati in Francia presso una comunità di connazionali. I carabinieri diretti dal maggiore Pasquale Nurzia hanno accertato che i due cinesi sarebbero parenti della donna che all'incirca tre anni fa aveva avuto una relazione con la vittima dell'aggressione e dal quale sarebbe stata lasciata nonostante una promessa di matrimonio. La donna per questo avrebbe deciso di vendicarsi lanciando sull'uomo che nel frattempo si è sposato in Cina con un'altra connazionale dalla quale ha avuto una bambina una sorta di anatema che secondo le tradizioni orientali avrebbe una durata di dieci anni, prima di scadere. Per questo motivo l'imprenditore era stato aggredito già due anni fa, ad Ascoli Piceno dove lavorava, sempre a colpi di martello ma con conseguenze meno pesanti dello scorso febbraio. In quel caso si era trattato probabilmente di un avvertimento, di un 'invito' violento a tornare alla vecchia relazione, mentre nell'occasione più recente si è trattato di una vera e propria esecuzione, anche se fallita.

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