Il testo della discordia

TERAMO Autorità civili, militari, religiose, associazioni combattentistiche e d'armi, cittadini tutti, Oggi celebriamo il 25 aprile, il 62° anniversario della Liberazione dell'Italia dalla occupazione nazista e dalla dittatura fascista. E' un appuntamento che ogni anno offre l'opportunità per sviluppare riflessioni, analisi, considerazioni che hanno consentito di pervenire ad una conoscenza sempre più chiara ed evidente dei fenomeni storici, politici, sociali ad essa connessi. Chi parla è chiamato per la terza volta a portare il saluto istituzionale della città di Teramo, ed è opportunità impegnativa ma comunque importante per poter fornire un contributo alla riflessione che questa giornata, con la sua dimensione festiva, può e deve suscitare. Intendo farlo, però, rifuggendo da accenti retorici per produrmi invece, in considerazioni non formali né convenzionali. Parto da una domanda, da una istanza che mi permetto di interpretare. Cosa si aspettano i giovani che io dica ? Quale riflessione, quali spunti per il ragionamento, quali contributi ad analisi personali e più approfondite, posso fornire loro? Bene, la questione di partenza è: cos'è la Liberazione ? La risposta più scontata ed anche più didascalica è quella che descrive il 25 aprile come l'anniversario del giorno in cui nel 1945 venne proclamata la fine della guerra, quindi, la Liberazione dall'occupazione nazista e la fine del regime fascista. Ma non è solo questo. E' diffusa la convinzione e per certi versi ormai acclarata dalla storiografia, sebbene molte siano ancora le “resistenze” che interpreta quel periodo come una vera e propria guerra civile, combattuta nel nostro paese. D'altronde, inequivocabilmente, l'azione della Resistenza italiana intendeva essere una guerra di liberazione dall'occupazione tedesca, e ciò implicava anche una guerra civile contro i connazionali aderenti al partito fascista, gli italiani della Repubblica di Salò. Forse su questo aspetto ancora è necessario fare luce completamente, per diradare ombre che a dirla tutta si prolungano sullo stesso 25 Aprile, inteso come giornata del trionfo della libertà s_ ma anche della verità storica. Il movimento partigiano inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all'occupazione nazista fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici orientamenti politici: cattolici, liberali, socialisti, comunisti, azionisti, monarchici. L'anelito alla libertà, all'autodeterminazione, che ebbe come primo esito proprio il 25 aprile, trovò il suo culmine un anno più tardi, in quel 2 giugno del 1946 quando gli italiani, finalmente liberi, furono chiamati a scegliere la forma istituzionale del Paese e l'Assemblea Costituente. Fu proprio da quelle urne che usc_ vincente la forma repubblicana. E fu da quelle urne che giunse chiara l'indicazione di una maturità del popolo italiano, che inviò un segnale di rifiuto dei totalitarismi, delle dittature, delle oligarchie che ancora avrebbero dovuto spandere le proprie ombre nel novecento, in altre parti d'Europa e dalle quali riuscimmo e siamo riusciti ad affrancarci: il nazismo, il fascismo ed il comunismo. Per l'Italia il percorso fu completato il 18 aprile del 1948, con la vittoria elettorale di De Gasperi, Saragat, La Malfa, CattaniCroce, Luigi Enaudi, Randolfo Pacciardi e dei rispettivi partiti rendendo evidente l'esistenza di un Paese ancora culturalmente cattolico e sentimentalmente legato all'Europa Occidentale ma soprattutto si affermarono definitivamente i valori della democrazia, della libertà, dell'atlantismo, dell'europeismo e dell'occidente. Se il 25 aprile segnò la fine del nazifascismo, per l'opera determinante delle forze angloamericane _ non dimentichiamolo il 18 aprile del 1948 fu la data in cui, con il voto, l'Italia decise per la democrazia e la libertà. La città e la provincia di Teramo sono state protagoniste della lotta di Liberazione. Tantissimi sono stati i giovani che hanno dato la vita per liberare il territorio teramano dalle truppe d'occupazione naziste. E va citato ancora una volta l'eccidio di Bosco Martese, indicato dagli storici come il primo episodio insurrezionale al regime in Italia. E' in nome di questi conterranei che lottarono in difesa della libertà, che il Presidente Ciampi ha insignito il Gonfalone Provinciale della Medaglia d'oro al merito civile. Ma cosa trarre, quali elementi fare nostri di un'epoca cruciale della storia contemporanea?Di tanta tensione sociale, politica e istituzionale il risultato fu la democrazia e con essa i valori di cui è permeata: l'equilibrio dei poteri e la loro autonomia, l'uguaglianza degli individui, la libertà in tutte le sue forme, la solidarietà come concetto inclusivo di una comunità. La democrazia è in sostanza, una sorta di valore assoluto, un diritto politico, un patrimonio collettivo che rende più degna la vita individuale in qualunque parte del mondo. La giornata odierna deve essere anche la testimonianza della volontà degli italiani di continuare a riconoscersi nei valori che hanno garantito più di 60 anni di convivenza democratica e civile, attraverso la consapevolezza che la libertà, la democrazia e la pace si possono garantire solo con la condivisione comune dei grandi principi.  La nostra speranza è che le giovani generazioni possano avvertire, nell'affrontare i problemi della vita di oggi, lo stesso entusiasmo, la stessa fiducia che avvertirono i giovani di allora, nella capacità di costruire un futuro migliore. Viva il 25 aprile ! Viva l'Italia !

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