Sorpresa: Del Turco lascia ma rimane

TERAMO Stando alle ultimissime, dunque, l'Abruzzo potrebbe avere un Governatore che, nel tempo,  aderisce al Pd. Questa non è una gran sorpresa in realtà perchè le nuove simpatie e vicinanze del presidente sono state, dagli stessi comportamenti di Del Turco, largamente annunciate. Politicamente, per quel che riguarda gli abruzzesi, è tutto a posto. Del Turco infatti non è stato candidato e poi eletto dalla maggioranza degli abruzzesi in quanto appartenente allo Sdi ma quanto rappresentativo di una coalizione di centro sinistra che attorno a Del Turco si è ritrovata e coagulata. Certo però un piccolo trauma esiste. Dopo avere liquidato l'allora PSI (questa fu la funzione da segretario di Del Turco), con la nascita dello Sdi l'ex segretario e il nuovo partito che raccoglieva i socialisti superstiti erano sembrati tutt'uno. Ma di anni e acqua sotto i ponti da quell'epoca. . Tralasciamo per ora l'analisi di come, una volta che anche Del Turco e i suoi fedelissimi della Regione fossero nel Pd, si arriverebbe ad un equilibrio nuovo e certo molto diverso da quello che gli elettori avevano intravisto e passiamo alla ricandidatura. Del Turco sembra impegnato, dal momento dell'elezione, in una sorta di 'sprovincializzazione' del povero Abruzzo. Questa attività lo porta a bacchettare, criticare e ad annunciare provvedimenti nei confronti di quanto non è bene per la regione ma spesso anche di quanto non piace a lui personalmente. 'Basta con i centri di potere, basta con gli enti succhia soldi, basta con gli interessi di alcuni che rovinano gli altri, basta con le sagre'. Questa, in strettissima sintesi, è la filosofia di Del Turco che sin qui, a dire il vero, sembra tuonare molto e far piovere pochino. Dai biechi interessi alle sagre, per ora nulla è mutato. E siccome il Governatore appare insofferente di tutto quanto lo circonda (vorrebbe un Abruzzo forse un po' più 'lombardo'), ci sembrava che ne avesse a sufficienza di tutti noi cittadini e elettori transumanti (cittadini transumanti  per storia e cultura, elettori transumanti perchè i nostri partiti di riferimento ce lo impongono). Invece no. Del Turco vuole, forse, ricandidarsi. 'Non è detto che lasci', ha detto. Con quel suo tono sempre un po' cos_, che invece di rassicurarti e farti pensare che voglia proseguire nell'opera avviata (sembra) per la nascita di un nuovo Abruzzo, ti fa sentire vagamente minacciato. E pensare che ancora ieri sera, in televisione,  il nostro governatore è stato chiamato in causa come ex presidente della commissione parlamentare antimafia. Lo scrittore Andrea Camilleri e Maurizio Costanzo hanno ricordato un suo provvedimento importante ad hoc, in difesa di qualcuno gravemente in pericolo proprio perchè contrapposto alla mafia. Che Del Turco sia chiamato, per vocazione, a cose e ruoli più alti? Forse all'Abruzzo serve un Governatore con una G non tanto maiuscola ma con cuore e mani enormi. Aspettiamo un po', a parlare di ricandidature.  

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