Il Pescara in C1 dopo quattro anni

PESCARA  Retrocessione amara per il Pescara, da stasera matematica dopo la sconfitta a Piacenza (13), causata da un disastroso girone d'andata (solo cinque punti all'attivo) e condita da molte ombre sul futuro: gli abruzzesi ritornano in C/1 dopo quattro stagioni senza la speranza di un ripescaggio, avendone usufruito per ben due volte negli ultimi tre anni, e con all'orizzonte il rebusiscrizione visti i debiti societari.  Quella che si sta per concludere è stata una stagione tribolata per i biancazzurri da ogni punto di vista, sia quello tecnico sia quello societario. I problemi sono cominciati dalla scorsa estate, quando il tecnico Maurizio Sarri, artefice della salvezza conquistata sul campo, non venne riconfermato a causa di alcune incomprensioni con l'allora presidente, Dante Paterna; poi una campagna acquisti limitata dalle disponibilità finanziarie, rivelatasi deficitaria per lottare per la salvezza.  Il nuovo tecnico, Davide Ballardini, dura solo sei giornate,  il secondo, Aldo Ammazzolorso, altre nove: poi, vista la situazione disperata, subentra Carlo Vivarini che non ha il patentino affiancato a metà gennaio da Luigi Di Rosa. E' il periodo migliore degli abruzzesi che recuperano posizioni in graduatoria; poi a marzo comincia la parabola discendente con le sconfitte di Verona e quella interna con il Modena (26).  Oltre al punto di penalizzazione per il ritardato deposito presso la Covisoc dei pagamenti Irpef, la poltrona di presidente cambia padrone due volte nel giro di pochi mesi. A gennaio Paterna cede la società per due milioni di euro a un imprenditore italosvizzero, Angelo Renzetti, che a marzo si defila per fare posto all'imprenditore americano di origini abruzzesi, Massimiliano Pincione. Quest'ultimo annuncia grandi cose, tra le quali anche l'inserimento della società in un gruppo inglese con l'obiettivo di quotarla alla Borsa di Londra.  Incassata la matematica certezza della retrocessione gli interrogativi sul futuro del Pescara sono molti, primo fra tutti, quello dell'iscrizione al prossimo campionato di C/1,  tutt'altro che scontata: la società è fortemente indebitata  alcuni milioni di euro per pagamenti Irpef, Iva, stipendi e fornitori e rischia il fallimento. Intanto in Lega Calcio è arrivata la richiesta di pignoramento sul credito residuo di 200 mila euro per un debito di 600 mila euro con l'Agenzia delle Entrate, mentre il 15 maggio dovrebbe essere attuata una prima ricapitalizzazione societaria per un milione di euro.

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