La rivolta contro Faurisson

TERAMO E' una vera e propria rivolta, istituzionale e politica, contro la paventata lezione di Faurisson all'Università di Teramo nell'ambito del Master 'Enrico Mattei in Medio Oriente', organizzato dal professor Claudio Moffa. Prima la stesso rettore Mattioii, adesso il consiglio comunale, centinaia di docenti del comitato ebraico, deputati. . In consiglio comunale a Teramo, l'assemblea cittadina con un solo voto contrario (quello del consigliere Rapagna dell'Udeur) ha approvato un ordine del giorno proposto dal presidente del consiglio, Paolo Albi, il cui testo è il seguente: 'Il Consiglio Comunale, questa mattina, ha approvato la seguente mozione, presentata dal Presidente del Consiglio Paolo Albi: 'Il consiglio comunale,  avuta notizia dell'incontro programmato nell'ambito di un master della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Teramo con il prof. Faurisson, capofila dei cosiddetti “negazionisti”,  condanna con sdegno i deliri antisemitici che connotano l'iniziativa; esprime viva preoccupazione per il prestigio scientifico dell'Università degli studi di Teramo e, rispettoso dell'autonomia dell'Accademia, si rimette alle possibili, utili ed opportune determinazioni di questa; torna ad esprimere altres_, interpretando i sentimenti di tutta la comunità teramana, la vicinanza e la solidarietà di sempre al popolo ebraico e ad Israele inteso davvero sentitamente in questa occasione come “luogo dello spirito”, nonché la profonda compartecipazione al dolore eterno per la disumana tragedia dell'Olocausto'.
Il binomio negazionismouniversità non funziona, perché 'dare la parola in sede scientifica a chi nega l'esistenza della shoah sarebbe come pretendere che sostenitori del sistema tolemaico intervenissero a un convegno di astronomi'. E' quanto afferma un appello di denuncia contro il master 'Enrico Mattei in Medio oriente',  documento sottoscritto da centinaia di docenti, rappresentanti della comunità ebraica italiana, esponenti del mondo della scuola, dell'università e della cultura.  Rivolgendosi al rettore, Mauro Mattioli, al preside della Facoltà di Scienze Politiche, Adolfo Pepe, e al ministro dell'Università, Fabio Mussi, i firmatari chiedono delucidazioni sul valore formativo e sui contenuti culturali che informano il master, 'inferiori agli standard minimi di scientificità che devono valere in una università della Repubblica'.  I sottoscrittori (tra cui spiccano i nomi di ex deportate (Liana Segre e Carla Cohn), del promotore Brunello Mantelli (università di Torino), del presidente dell'Unione comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, del presidente della Comunità ebraica di Roma, Leone Paserman, e di storici italiani e stranieri come Claudio Pavone, Salvatore Settis, Carlo Ginzburg, Enzo Collotti, Simon Levis Sullam, Liliana Picciotto) affermano infatti che il corso sarebbe 'diventato da tempo una tribuna dove la negazione della shoah viene spacciata per legittima critica alla politica dello Stato di Israele; dove a quelli che Pierre Vidal Naquet ha definito 'gli assassini della memoria' (negatori dell'Olocausto) si attribuisce lo statuto di
'storici'; dove si organizzano convegni, in cui sono state prese le difese dei negazionisti, considerati quali 'storici che
negano uno o piu' tasselli della versione ufficiale dello sterminio degli Ebrei nella seconda guerra mondialé'. E a questo si aggiunge anche l'invito rivolto allo storico francese negazionista Robert Faurisson.  Secondo i firmatari 'le sedi universitarie devono essere spazi di libertà di pensiero', ma allo stesso tempo 'la serietà, il rigore metodologico e scientifico devono rappresentare un elemento di discrimine irrinunciabile'.  'E' grave conclude l'appello che tesi insostenibili e falsificatorie come quelle sostenute e diffuse da Faurisson,  dimostratesi false e pretestuose nonché contrarie ai risultati di decenni di ricerche condotte da storici specialisti di tutti i paesi, ottengano la legittimazione implicita nel fatto che vengano enunciate in un'aula universitaria'.
Certamente va salvaguardata la libertà d'opinione, ma non la liberta di apologia dei crimini contro l'umanità. A sostenerlo è Emanuele Fiano, il deputato dell'Ulivo e segretario nazionale della Sinistra per Israele,  che cos_ interviene sulla scelta di Claudio Moffa di invitare il negazionista Robert Faurisson.  'Il problema spiega Fiano non è, come asseriscono i difensori di questa odiosa lezione, la difesa della libertà d'opinione scientifica. Non foss'altro che di scientifico, nelle tesi di Faurisson, non c'é nulla. Il problema è su chi ha diritto a insegnare nelle nostre università. Uno studente ventenne che, senza contradditorio, si trovi di fronte alla demagogia di chi nega l esistenza delle camere a gas, e quindi dello sterminio di milioni di ebrei, di antifascisti, di zingari, di resistenti e militari, rischia di vedere corrotta la propria visione storica per molto tempo. Se non per sempre.  Questo va evitato anche in un paese dove la libertà d espressione è salvaguardata ma non la libertà di apologia dei crimini contro l umanità'.  Fiano ha poi annunciato che domani presenterà un'interrogazione ai ministri Mussi e Mastella per 'verificare la posizione del Governo su quanto sta per accadere a Teramo. E fondamentale in questi giorni dimostrare che l'azione contro l'arrivo di Faurisson non è una battaglia solo ebraica, come pretende Claudio Moffa'.  'A tal fine conclude FInao sarebbe importante che, oltre al Governo, si dichiarassero contrari anche i massimi esponenti del centrodestra. Mi rivolgo in particolare a Gianfranco Fini,  che ha da diverso tempo fatto i conti con la propria storia culturale e conosce il pericolo del mettere in discussione l orrore della Shoah'.
'La decisione di invitare lo storico negazionista Faurisson, noto per la manipolazione delle fonti storiche, è un atto grave'. Lo
afferma lo storico Nicola Tranfaglia, esponente del Pdci.  'E' un'offesa protesta Tranfaglia contro la cultura. Le giovani generazioni hanno il diritto di ascoltare professionisti seri sui temi della Seconda Guerra Mondiale, ma certamente non giova avere a che fare con le risibili e infondate tesi di un personaggio che mette in dubbio contro ogni evidenza gli atroci crimini nazisti. Questo non è tollerabile'.

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