"Quote anche ai finocchi": insorge Arcigay

PESCARA  'Se proprio volete le quote rosa,  allora io propongo le quote anche per i finocchi': ha suscitato 'rabbia e sconcerto' nelle associazioni Arcigay e Gayleft  con la richiesta di espulsione dai Ds la frase pronunciata dal capogruppo del partito nel Consiglio regionale d'Abruzzo, Donato Di Matteo, durante una seduta della commissione Statuto.  Secondo quanto riferito dai partecipanti alla riunione, Di Matteo avrebbe detto 'basta con le riserve indiane, basta con le donne che vengono elette alla Regione senza rappresentanza',  proponendo le quote per i 'finocchi', come li ha definiti,  nonché per 'le minoranze etniche e religiose'.  Le affermazioni del consigliere regionale, 'tanto più pronunciate in una sede istituzionale' si legge in una lettera inviata al segretario dei Ds, Piero Fassino, dai portavoce nazionali della consulta Gayleft dei Democratici di sinistra, Andrea Benedino e Anna Paola Concia , sarebbero 'del tutto incompatibili con l'appartenenza a un partito il cui Statuto afferma in modo chiaro l'impegno contro le discriminazioni motivate dal genere o dall'orientamento sessuale'.  E' 'un episodio vergognoso', per il presidente nazionale dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, il quale giudica 'inqualificabile' il comportamento di Di Matteo e chiede 'pubbliche scuse da parte dei dirigenti nazionali dei Ds e provvedimenti seri nei confronti di un personaggio che ricopre un ruolo di primo piano in Abruzzo'. E in serata il segretario dei Ds, Piero Fassino, è intervenuto sulla questione, parlando di 'parole inaccettabili e inconciliabili con le funzioni e il ruolo di un rappresentante delle istituzioni', riferendosi alle espressioni del consigliere regionale abruzzese, pubblicate sulle pagine locali del 'Messaggero'.  'Spero che Di Matteo si renda conto della gravità delle sue affermazioni e senta il dovere di esprimere immediatamentepubbliche scuse', aggiunge il leader della Quercia.

Leave a Comment