La Digos fa luce su scritte e attentati

TERAMO E' in carcere dallo scorso mese di marzo, perchè i poliziotti della Digos lo sorpresero in piazza Martiri Pennesi dopo aver dato fuoco con un innesco a due cassonetti dell'immondizia: in macchina, 23enne di Montorio, aveva un coltello illegale. Di recente, per lui e un altro 'collega' spagnolo, è stato organizzato dinanzi al carcere di Castrogno un sitin di solidarietà degli anarchici. Il giovane è infatti inserito nella galassia antagonista. Oggi, il suo nome è finito nel registro degli indagati nell'inchiesta conclusa dalla Digos della questura di Teramo e coordinata dal sostituto procuratore Davide Rosati: sei mesi di lavoro per gli uomin diretti dal vicequestore aggiunto Mimmo De Carolis che hanno fatto luce su una serie di danneggiamenti e attentati. Dal rogo al portone d'ingresso dell'ex sede del quotidiano 'il Centro', in via Teatro Antico, alle minacce ai giornalisti della redazione, ma poi ancora più di trenta scritte che hanno deturpato altrettanti muri ed edifici del centro storico inneggianti contro lo Stato e il mondo economico, all'imbrattamento di muri e auto della facoltà di Medicina veterinaria: c'è un panorama di azioni la cui paternità è attribuita al giovane teramano. A lui, gli investigatori attribuiscono grande ruolo in contatti e simpatie con il mondo anarchico, la cui sigla ha firmato tutte le invettive scritte con spray indelebile sui muri della città: 'La pericolosità dello stesso si legge in una nota della questura si è evidenziata anche attraverso le particolari modalità e celerità di azione nel commettere i fatti delittuosi, tutti in tarda notte e in luoghi in cui risultava facile potersi nascondere alle Forze dell'Ordine e allontanarsi repentinamente, per la presenza di vicoli e di case con portoni'. L'indagine adesso è al vaglio del giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere in merito a una serie di richieste della procura.

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