Il Sole24 Ore cita Teramo per il caso Faurisson

TERAMO Gli strascichi della vicenda Faurisson ancora si fanno sentire. Della conferenza con lo storico negazionista organizzata all'interno del Master su Mattei dal Prof. Moffa, si fa cenno, seppure en passant, in prima pagina dell'inserto domenicale del Sole 24 Ore. E' l'editorialista Riccardo Chiaberge che nella sua settimanale rubrica “Contrappunto” lancia un parallelo tra Erich Priebke (il massacratore delle Fosse Ardeatine) affidato ai servizi sociali, e la professoressa che ha punito un suo alunno per atti di bullismo facendogli scrivere cento volte “sono un deficiente”. Un parallelo decisamente ardito che, come nello stile dell'articolista, viene comunque trattato in punta di penna e con una buona dose di ironia. In particolare viene citata l'Università di Teramo quale luogo dove in un ipotetico “Congresso di storici negazionisti” si possa dare lettura del libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”, copiato proprio da Priebke a mo' di punizione. Insomma, un passaggio irriverente ma emblematico dell'eco che ha avuto a livello nazionale la vicenda della quale l'Università di Teramo è stata, suo malgrado, protagonista. Ma a questo punto è forse lecito porsi una domanda: se l'Università invece che protagonista, in tutta la vicenda fosse stata vittima? S_ perché Mattioli (il Rettore), i docenti, gli studenti si sono ritrovati dentro una tempesta alimentata dall'esterno, quasi vittime di fulmini a ciel sereno. L'università è il luogo istituzionale del confronto, del dibattito, dell'analisi e cos_ era stato concepito l'intervento di Faurisson all'interno del Master sul Medio Oriente. Invece sono intervenuti agenti esterni (innanzitutto una delibera del Consiglio comunale che prendeva le distanze dall'iniziativa, poi le dichiarazioni del Ministro della Repubblica con delega specifica e quindi tutta una sequela di ulteriori prese di distanza) che hanno segnato una ingerenza nella didattica e nell'anima dell'università, spostando la questione dagli ambiti in cui poteva e doveva essere confinata ad ambiti nei quali ha inevitabilmente assunto connotati diversi. E allora l'incontro con Faurisson (studioso che, a scanso di equivoci, trova per le sue tesi il totale disaccordo di chi scrive) ha generato, come troppo spesso accade in questa città, interventi distruttivi e disfattisti invece che assumere il carattere che gli competeva: quello di un confronto universitario che non ha paura di mettere di fronte tesi (seppure ardite e del tutto inaccettabili) ed antitesi e che trova proprio per l'ambito in cui viene proposto, la sua sublimazione (cosa del tutto diversa dall'accettazione delle tesi sostenute). Cos_ è inevitabile che quanto accaduto (l'idea del convegno, la sospensione delle lezioni, la scazzottata in pieno centro, il commissariamento del Master, i provvedimenti sul professore) sia per Teramo, a causa di una interpretazione strumentale, l'ennesima occasione perduta.

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