"Rischio di turbativa sociale"

TERAMO Ogni anno la solita decurtazione. Questa volta con la Determina Dirgenziale DG3/17 del 25 c. m. , la Regione ha inflitto un taglio di oltre sei milioni di € mensili da giugno a dicembre 2007. Il Direttore generale Molinari, e quindi la Sanità Teramana, dovrà fare a meno di oltre 40 milioni di € nell'esercizio 2007. La motivazione risiede nella compensazione di mobilità fra le ASL, questo viene riferito nel documento di cui sopra. Tradotto in parole semplici, significa che pazienti della nostra provincia hanno riposto la propria fiducia nella Sanità di altre ASL. Un'analisi più approfondita evidenzia come considerevole parte di tale passività, sia da ricondurre alle prestazioni riabilitative. E qui casca l'asino, la provincia di Teramo è carente di tali strutture, quindi, molte volte i cittadini sono costretti, gioco forza, ad emigrare. Ora se la Regione opera tali decurtazioni è difficile pensare che la ASL possa compensare tali deficit con la realizzazione di strutture pubbliche. Per fare ciò occorrono finanziamenti maggiori rispetto all'ordinario. Nel nostro caso non viene garantita nemmeno la somma ordinaria. Quindi tale ipotesi è inattuabile, allora, o assisteremo ad una colonizzazione del nostro territorio da parte di strutture sanitarie private o, saremo costretti a subire tagli di diverse decine di milioni di euro e forse più ogni anno. Ad uno stolto potrebbe far piacere affermare: l'avevo già detto. . . E invece no, non è tempo di contestazione fine a se stessa. Considerata la portata della problematica e l'importanza dell'argomento sanità, occorre far quadrato. Più di una volta l'ho fatto, ma continuo. Ancora una volta voglio chiamare a raccolta tutti i Consiglieri regionali del nostro territorio affinché insieme, al di là dell'appartenenza politica, possa essere superarato questo momento critico che la nostra Sanità sta vivendo. È opportuno richiamare l'attenzione dei più sul fatto che, la riduzione dei trasferimenti alla ASL, produce gravi problemi gestionali che mettono a rischio il pagamento dei fornitori, lo stipendio del personale o comunque delle tredicesime, ed altro ancora. Il rischio è di creare una vera e propria turbativa sociale. Allora è bene che la Regione riveda il provvedimento, ed anzi chiedo che venga costituito un fondo perequativo a favore di quelle ASL di confine (Teramo e Lanciano Vasto) che più di altre sono afflitte dall'esodo di pazienti. Un fondo perequativo che permetta di riqualificare la struttura delle menzionate ASL, in modo da frenare la mobilità passiva ed essere di nuovo competitivi.

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