L'Unione ancora sulla TIA

TERAMO   “L'amministrazione comunale, con una giunta che vanta ben due assessori all'ambiente, caso probabilmente unico nel panorama amministrativo Italiano, non ha imbroccato ad oggi una sola scelta giusta per la gestione dei rifiuti”. Lo sostiene in un comunicato stampa, a nome dei consiglieri del Comune di Teramo dell'Unione, Lino Befacchia, che torna sull'argomento TIA. “La realtà dei fatti è che i partiti del centrosinistra, con le azioni promosse già dal 2005 e culminate con la protesta di piazza del giugno del 2007, avevano ed hanno ragione”. Per Befacchia il crollo della discarica è avvenuto dopo due anni di amministrazione Chiodi in cui si è proseguito l'utilizzo dell'impianto nonostante l'allarme lanciato da cittadini, associazioni e partiti del centrosinistra. “La reale responsabilità dell'aumento dell'84% dei costi è l'inopportuna applicazione della TIA in luogo della TARSU _ sostiene l'Unione  con conseguente ripartizione sui cittadini dell'intero costo e l'utilizzo di parametri sbagliati e penalizzanti per famiglie, commercianti e categorie produttive, senza che vi fosse obbligo di legge ma solo per fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei teramani. Tant'è _ prosegue la nota che comuni che conferivano i propri rifiuti alla discarica La Torre, come Castellalto, con la conservazione del regime TARSU attualmente prelevano ai propri abitanti circa un terzo di quanto pagano i teramani. Le controdeduzioni necessarie all'espressione della valutazione di impatto ambientale sull'ampliamento della discarica la Torre sono state mandate dall'amministrazione Chiodi dopo ben otto mesi dalla richiesta della regione Abruzzo dicembre, un tempo chiaramente irragionevole. Il sindaco ed i suoi _ spiega Lino Befacchia avrebbero da subito dovuto seriamente occuparsi della questione dei rifiuti cittadini con una programmazione seria per il dopo La Torre e non perseguire l'impossibile strada dell'ampliamento”.  

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