Meno ospedale più cure domiciliari

PESCARA Deospedalizzazione, ma anche ristrutturazione del sistema delle cure domiciliari ed incremento dei posti letto per i ricoveri alternativi,  migliorando la qualità dei servizi sanitari ad una tasso di spesa dell'un per cento a fronte di un'entrata, derivante dal fondo sanitario nazionale, pari al 3%: sono alcuni degli obiettivi del nuovo piano sanitario regionale 20082010.  Il piano è stato presentato dall'assessore regionale alla sanità, Bernardo Mazzocca, dal presidente della Regione,  Ottaviano Del Turco, e dal direttore dell'agenzia sanitaria,  Francesco Di Stanislao.  Nel nuovo piano sono contenute novità per quanto riguarda i distretti sanitari che passeranno da 47 a 24, in quanto la norma ne prevede uno ogni 50 mila abitanti. Previsto, inoltre, un aumento dei ricoveri, dagli attuali 10. 532 si giungerà a 11. 769, con una diminuzione di quelli ospedalieri (da 6. 480 a 6. 055), ed un incremento di quelli residenziali (dagli attuali 4. 052 ai 5. 714). Saranno ricondotti nella soglia delle previsioni di legge anche i posti letto: quelli ospedalieri passeranno dal 62% al 51%, quelli residenziali dal 38% al 49%.  Per potenziare la medicina sul territorio e favorire la deospedalizzazione, il piano prevede un aumento del numero dei ricoveri alternativi (anziani, riabilitazione e disabili,  psichiatrici, hospice). Si calcola che in futuro saranno 5. 714 contro i 4. 052 attuali. Il numero delle residenze per anziani sarà ampiamente raddoppiato, passando da 1. 006 a 2. 600 unità.  Sul fronte del miglioramento della qualità delle prestazioni,  il piano introduce il concetto di rete e ne delinea 18: una per ciascuna delle principali patologie: dalla rete neurologica a quella dei trapianti, da quella nefrologica alla rete ematologia.  Sarà sperimentato, inoltre, per sei mesi, 'il centro unico di accesso', che integra i servizi sociali e sanitari e,  soprattutto, consentirà al cittadino di rapportarsi con un unico interlocutore. Nel nuovo piano sanitario regionale sono contenute novità anche dal punto di vista programmatico: si prevede di riallineare il piano sociale ed il piano sanitario, attualmente sfasati di un anno, con un piano regionale sull'integrazione sociosanitaria, da varare tra la fine del 2008 e la metà del 2009, una volta stabilizzato il processo di articolazione territoriale dei distretti sanitari e degli ambiti sociali, per arrivare, alla scadenza del 2010, con un unico piano regionale sociosanitario.  La bozza del piano punta inoltre ad una riorganizzazione dell'assetto del sistema sanitario, con la riduzione da sei a quattro delle aziende sanitarie locali: l'azienda sanitaria locale di L'Aquila, Avezzano e Sulmona (che raggruppa le attuali Asl 1 e 4); l'azienda sanitaria locale di Chieti, Lanciano e Vasto (che raggruppa le attuali Asl 2 e 3); l'azienda sanitaria locale di Pescara (l'attuale Asl 5) e l'azienda sanitaria locale di Teramo (l'attuale Asl 6). Il piano prevede anche la istituzione delle aziende ospedaliere universitarie di Chieti e L'Aquila.  L'assessore alla sanità, Mazzocca, presentando la bozza del nuovo piano, ha sottolineato che in esso vengono rispettati gli impegni con gli elettori, con il presidente e con la maggioranza. 'Avevamo detto ha evidenziato che in cinque anni di governo avremmo riformato un sistema di regole per la sanità e dopo due anni di lavoro, difficile e faticoso,  presentiamo una lunga serie di provvedimenti coerenti con le nostre promesse'.  Mazzocca dopo aver sottolineato che l'Abruzzo attendeva da otto anni un nuovo piano sanitario, ha ricordato il percorso che si conclude ora con il nuovo strumento di pianificazione, il provvedimento sui ricoveri alternativi e sull'appropriatezza dei ricoveri, la revisione della rete ospedaliera. 'E' in via di approvazione ha aggiunto la legge sull'accreditamento definitivo delle strutture sanitarie. Mazzocca ha fatto presente che il tutto è avvenuto 'mentre metà della nostra capacità di spesa ci è stata sottratta dai contratti con i privati, che scadranno solo alla fine dell'anno'.  Il direttore dell'Agenzia sanitaria, Di Stanislao, ha evidenziato che, quello presentato, è un 'piano di garanzie' per la salute non solo dei cittadini, ma anche degli operatori e dei fornitori della sanità.

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