Il Sindaco Chiodi replica a D'Agostino

TERAMO _ Gianni Chiodi replica a D'Agostino. Sindaco e Presidente della Provincia se le suonano, provando a mettere, ciascuno per proprio conto, la palla al centro sulla vicenda dello smaltimento dei rifiuti. E' Chiodi che torna sull'argomento, chiedendo in sostanza cosa stia facendo concretamente la Provincia per trovare una soluzione. “Dopo aver condiviso, oltre due anni fa, il percorso per l'ampliamento della discarica, oggi la Provincia di Teramo ci chiede di individuare un nuovo sito. Mi chiedo se il Presidente si rende conto del fatto che un nuovo progetto richiederebbe almeno due anni di lavoro e se si rende conto che si dovranno fronteggiare nuove proteste e nuovi comitati antidiscarica. Se oltre a tutto ciò, si aggiungono i tempi dell'appalto e della esecuzione dei lavori, si comprende bene che la soluzione proposta dal Presidente D'Agostino non è una risposta all'emergenza ma una mera provocazione”. Insomma, fumo negli occhi, secondo il Sindaco che nelle esternazioni e nelle proposte di D'Agostino non vede nulla di realizzabile e soprattutto non individua alcuna risposta all'emergenza. Un passaggio, poi, sembra anche contenere una replica al comitato antidiscarica La Torre: “Ribadisco, ancora una volta, che se La Torre non va bene, si proceda velocemente con l'autorizzazione della discarica di Irgine, con l'ampliamento della discarica di Atri e con qualcos'altro ancora per assicurare lo smaltimento dei rifiuti per i prossimi anni, fino a quando non saranno a regime le scelte strategiche”. Insomma, dice Chiodi, non è importante dove, ma è necessario sapere che una discarica dobbiamo averla. Nella nota del Sindaco non mancano, qua e là, baccheitatte di mera natura politica: “Devo purtroppo rilevare ancora una volta l'inconcludenza della Provincia di Teramo che, si badi bene, è l'unica in Abruzzo a non aver saputo pianificare e programmare negli anni il sistema impiantistico per lo smaltimento dei rifiuti”; “Mi inquieta l'incapacità della classe politica teramana di fare le scelte assumendosene con coraggio la responsabilità, cosa che invece hanno fatto le altre province abruzzesi”. “La Regione Abruzzo e la Provincia di Teramo hanno già cambiato una volta le carte in tavola e mi consenta chi viene scottato una volta non ci mette più la mano”.

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