Un PRG lungo trent'anni

TERAMO  Certo, i trent'anni necessari alla nascita del piano regolatore non devono stupire. La storia della città è nota a che di anni ne ha più di trenta e gli altri forse è meglio che la snobbino. . In fondo c'è poco da dire in una realtà piccola come la nostra, dove gli 'incompatibili' in consiglio comunale sono tanti quanto i 'compatibili'. E anche qui: le regole della democrazia dividono gli uni dagli altri con regole da manuale ma ognuno dei compatibili sa fin dove lo è realmente e forse alcuni incompatibili nella sostanza non sono tali. C'è poco da commentare: città piccola, parentele strette, piccole e grandi proprietà. . e poi, speriamo che sia un buon piano. Speriamo che regga lo sviluppo di Teramo che verrà, o che sappia contenere, arginare, senza degradarsi, un eventuale e certo non auspicabile 'blocco della crescita'. Comunque, complimenti al sindaco Chiodi e alla sua giunta e alla sua maggioranza per avercela fatta. Del resto, prima o poi, a un sindaco questa soddisfazione (e quest'onere) doveva pur capitare. Complimenti a Lino Befacchia, che da vero leader (riconosciuto o no, poco importa) dell'opposizione, ha riflettuto a voce alta su quanta ansia ci hanno messo tutti (proprio tutti) in commissione e su quanto poco sia condivisibile la strada che ha portato all'approvazione di questa nuova Teramo. Poi si è interrotto, Befacchia, dando la sensazione di non volerla dire tutta. E, permettete, ha fatto bene: trent'anni la raccontano lunga davvero, sui vecchi e sui nuovi amministratori. Ma anche e soprattutto sui vecchi e sui nuovi cittadini, che stanno alle spalle (e spesso sono il fiato sul collo) degli amministratori. E' fatta, ormai. Proviamo ad andare in là con lo sguardo. Magari vedremo la Teramo che verrà mondata dalla Teramo che è.

Leave a Comment