Cosa sarà  e cosa farà  il Distretto

TERAMO A proposito delle linee guida del Distretto Agroalimentare (vedi notizia) la Provincia di Teramo ha diffuso dati relativi al settore dell'agroalimentare (fonte Ista, Cresa, Camera di Commercio, Istituto Tagliacarne) e un profilo di cosa sarebbe il Distretto. In provincia di Teramo esiste da anni un settore agroalimentare particolarmente significativo sia per numero di addetti che per dimensione e qualità delle aziende. Le imprese agricole registrate sono circa 7000 e rappresentano il 20% del totale con 5400 addetti e un fatturato di 162 milioni di euro; oltre 4 mila sono gli occupati dell'industria alimentare con 290 milioni di euro. 215 sono le imprese della pesca, con 280 imbarcazioni e 4 mila occupati. Un fatturato di 26 milioni di euro. Il Distretto di qualità, cos_ come ipotizzato, è ricompreso in 21 Comuni _ Alba Adriatica, Ancarano, Bellante, Castellalto, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Morro D'Oro, Mosciano sant'Angelo, Nereto, Notaresco, Pineto, Roseto, Sant'Egidio, Sant'Omero, Silvi, Teramo, Torano, Tortoreto . In questa area si concentrano l'81, 68% delle aziende di trasformazione e distribuzione e l'83% degli occupati. Qui sono presenti, inoltre, i centri di ricerca e formazione: l'Università _ con le sue sedi di Veterinaria e Agraria _ l'Istituto Zooprofilattico. All'interno del Distretto sono state individuate 5 filiere: quella vitivinicola, quella oliolearia, quella zootecnica, quella ittica e quella ortofrutticola. L'obiettivo è quello di raggiungere e rendere riconoscibile sui mercati una “eccellenza produttiva” fortemente collegata ad un territorio, quello teramano. Un obiettivo che si vuole raggiungere: integrando la filiera rurale con quella agroalimentare: stimolando la collaborazione fra le grandi aziende di trasfomazione che possono realizzare linee di nicchia usando il prodotto locale e i piccoli produttori; sostenendo l'agricoltura di qualità con i sistemi di certificazione; realizzando, anche grazie all'Università e allo Zooprofilattico, un sistema di formazione continua degli addetti; contrattando spazi e condizioni per i prodotti del Distretto con la grande distribuzione. Il Distretto dovrà darsi una forma giuridica. Tre le proposte allo studio: quella di una società di capitali, quella di un consorzio, quella dell'associazione di scopo. Il distretto di qualità coinciderà in buona parte, secondo l'ipotesi formulata dalla Provincia, con una delle aree Gal _ le aree dove insistono i finanziamenti europei Leader Plus _ che passerebbero da una a tre secondo una precisa scelta dell'Assessorato regionale all'Agricoltura. Secondo la proposta della Regione i Gal _ Gruppi di azione locale gestiti in forma consortile con la partecipazione del pubblico e del privato _ verrebbero tematizzati secondo vocazioni e caratteristiche del territorio. Quello coincidente con l'area del Distretto si occuperebbe di qualità e innovazione; quello coincidente con il territorio del Parco di turismo verde; il terzo _ area FinoAtri _ si occuperebbe di turismo culturale e valorizzazione delle tipicità.

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