Videopoker truccati, sequestri e ammende

MONTORIO Un appello accorato di una madre di famiglia e un bitz delle fiamme gialle hanno permesso di scoprire tra Montorio, Bellante e Teramo 30 videopoker con schede 'rottamate' e nessuna autorizzazione. Il blitz della Finanza ha interessato 7 esercizi pubblici, ha permesso di sequestrate le macchinette illegali, una somma in cassa di oltre 3. 500 euro già 'versate' dagli incalliti giocatori in appena un'ora dall'apertura del bar, e di elevare sanzioni per un totale di oltre 100. 000 euro. In sostanza i videopoker erano collegati 'vistualmente' a un modem con i led accesi e le spine inserite ma senza nessun collegamento: erano dunque illegali, sconosciuti e praticamente quasi senza possibilità di vincita da parte dei giocatori. Il legale rappresentante della società che distribuisce i videopoker è stato denunciato a piede libero e rischia l'arresto e la chiusura definitiva della sua attività.  Secondo stime statistiche apparecchi di tale genere possono arrivare ad incassare fino a 100mila euro l'anno. Tale cifra, tuttavia, nulla costituisce a confronto con i costi sociali che il gioco, in particolar modo se irresponsabile e praticato attraverso canali non sicuri, comporta. Difatti la cosiddetta sindrome del 'G. A. P. ' (gioco d'azzardo patologico), come di recente evidenziato dalle cronache regionali e stigmatizzato da studi scientificoclinici, causa pesanti conseguenze non solo sul giocatore, sviluppando vere e proprie condotte di dipendenza, quanto anche sui familiari in termini economici e relazionali. E' per tali motivi che l'attenzione rivolta al fenomeno dalla Guardia di Finanza è sempre alta e tesa a contrastare ogni violazione al mercato del gioco lecito.

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