La querela"¦

TERAMO Pasquale Cantoro è persona stimabile. La sua lunga esperienza nella Confederazione degli Agricoltori, la sua militanza politica, la stessa apparizione "“ seppur rapida "“ tra i banchi del Consiglio Comunale di Teramo, ci consegnano una figura umana e politica gradevole, ferma nelle posizioni e aperta al dialogo. Stona perciò la sua uscita: il comunicato nel quale annuncia querela nei confronti del Sindaco Chiodi che lo avrebbe "leso nella dignità ". Il riferimento è alle dichiarazioni rilasciate da Chiodi per spiegare le ragioni della nomina di Corrado De Juliis al CdA della TeAm, poltrona per la quale i DS (sì, i DS) avevano indicato proprio Cantoro.
Stona l'annunciata querela. Ha il senso di una boutade "“ nella più favorevole delle letture di una dichiarazione "dal sen fuggita", tanto inconsistente e inopportuna, quanto irata e rancorosa.
Stona, perchà© a rileggere comunicati, dichiarazioni, battute e tutto l'armamentario verbale che è stato buttato nella piazza mediatica nei giorni scorsi, non paiono essere state quelle di Chiodi le espressioni più offensive, le più indecorose, le più oltraggiose, tutt'altro.
Ma stona anche per un aspetto più profondo e, al di là  della vicenda specifica, preoccupante. Usare il ricatto psicologico della querela nei confronti di un rappresentante istituzionale che ha fatto le sue scelte, non è argomento che può essere iscritto nella logica della contrapposizione politica. Ha il sapore di una forzatura poco democratica, cui dalle nostre parti non siamo abituati. Cantoro ha aperto una breccia alla quale non è possibile dare diritto di cittadinanza. Lui e i DS (vorremmo dire anche la Margherita. ) sfidino Chiodi sul terreno della politica; ai giudici lascino altre carte.

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