Il Duomo riaperto alla città 

TERAMO Una messa solenne, celebrata dal vescovo Michele Seccia con il plenum dei sacerdotim, alla presenza delle autorità cittadine e di una folla di fedeli che ha riempito le navate e la piazza esterna dove è stato allestito uno schermo gigante e la diretta televisiva via satellite: la riapertura al culto del Duomo di Teramo, dopo tre anni di lavori di restauro, è stato un avvenimento come ci si aspettava. Non poteva essere altrimenti per un simbolo tanto importante per la comunità, il simbolo 'del'unità della diocesi, dove il vescovo esercita il suo ministero e dove l'assemblea dei fedeli trova la sua casa comune', come ha spiegato monsignor Seccia nella sua omelia. A centinaia hanno potuto e voluto ammirare la nuova luce della cattedrale, le teche attraverso le quali si possono ammirare la grotta della cripta di San Berardo e il cunicolo dei vescovi, tornati alla luce grazie ai lavori di rifacimento della pavimentazione. Il sindaco di Teramo, Gianni Chiodi, ha salutato 'con particolare trasporto questa data, e nel mio ruolo di Primo Cittadino, intendo esprimere un ringraziamento pubblico a Sua Eccellenza Monsignor Michele Seccia, Vescovo della nostra Diocesi, al Capitolo e al Clero AprutinoAtriano, ai professionisti, alle maestranze, senza dimenticare un affettuoso e grato cenno nei confronti del compianto monsignor Vincenzo Di Addario, che diede impulso all'opera.  La riapertura della Cattedrale ha un duplice significato; essa riconsegna al culto il tempio in cui la devozione religiosa trova il suo compimento più austero e il suo afflato più denso, e consente di tornare a fruire di una ricchezza monumentale dalle straordinarie suggestioni.  E' un giorno davvero importante quello odierno, nel quale tutti noi partecipiamo e in un certo senso siamo protagonisti di un avvenimento storico. La Città di Teramo vuole sottolineare tale data con un segno che raffiguri simbolicamente il sentimento collettivo, la partecipazione corale, l'emozione e il legame con lo splendido monumento: un calice, strumento del più alto atto sacrale ma anche della più semplice e immediata sensibilità cristiana, la stessa che da secoli informa la cultura e le tradizioni di Teramo'.

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