Il saluto del Sindaco Chiodi per il nuovo anno scolastico

<<Ricomincia un nuovo anno scolastico. Non è per ossequiare una consuetudine affermata, che intendo rivolgere il saluto augurale a tutti i protagonisti che in questi giorni si rituffano nella nuova stagione. Una stagione che sarà fatta, come sempre, di attese, speranze, paure, delusioni, successi ma anche di conoscenza, di crescita, di reciprocità, di occasioni assolutamente da cogliere. Ai capi di Istituto e di Liceo, ai Presidi, ai Direttori Didattici, agli insegnanti, ai ragazzi, al preziosissimo corpo di collaboratori: a tutti vada l'auspicio del Primo Cittadino volto ad augurare una stagione particolarmente florida, ricca di reciproci arricchimenti e di personale e fecondo impegno. Ripeto un'idea già ampiamente espressa, se dico che è da qui che muove la nostra società; ribadisco una verità condivisa se sottolineo l'importanza centrale dell'insegnamento, dell'apprendimento, della disciplina, dell'applicazione. Ma credo sia giusto riaffermare con forza tutto ciò, proprio perchè gli accadimenti sembrano dimostrare che l'assuefazione a concetti generalmente intesi spesso ne determina l'acquiescenza, facendo di essi patrimonio diffuso ma inapplicato. E' questo per le nostre scuole, un anno particolarmente nuovo. L'avvicendamento di numerosissimi Presidi darà impulsi diversi, favorirà dinamiche interne rinnovate e determinerà un cambiamento. Ma non è solo da loro che ci si può aspettare né a loro che va primariamente richiesta una inversione di rotta. S_ perché, senza falsa retorica, di inversione di rotta è ormai necessario parlare. La Scuola deve cambiare per una serie di ragioni ormai troppo evidenti. Penso ai Capi di Istituto, i cui compiti sono concentrati sulla mera gestione del quotidiano; penso agli insegnanti, la cui professionalità sembra sempre più avvilita e inespressa; penso agli studenti, che ritengo vittime di un processo di disaffezione dalla Scuola perpetrato con la promessa di una liberalità appagante, iniziato nell'epoca in cui si era creduto che la libertà di espressione e di apprendimento potessero affermarsi con il divincolarsi dalle regole del sacrificio e dell'applicazione. Mi chiedo cosa possa fare una istituzione come il Comune per sostenere la Scuola, oltre i compiti normativi ad essa assegnati. Credo che la riproposizione di un agire politico serio e la consapevolezza delle proprie prerogative e dei diritti che si vanno ad incrociare, sia la nostra risposta e l'esempio da dare. Insomma: un compito da svolgere, a doppia valenza con la ricerca dell'appagamento dei propri obiettivi e della ricerca di un condiviso progredire. L'amministrazione Comunale di Teramo rimarrà attenta alla Scuola e continuerà a sostenere, incoraggiare e, per quanto possibile, stimolare tutto ciò>>. Gianni ChiodiSindaco di Teramo

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